Sbalzi termici di primavera: raffreddore in agguato per milioni di italiani

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L’ultima settimana e’ stata flagellata da venti, piogge e temperature in picchiata, ma non c’e’ da temere: nonostante il maltempo non ci sara’ un ritorno dell’influenza. Per la stagione 2011-2012 il virus dell’ influenza ha infatti ha avuto il suo picco ed e’ in calo in tutti i Paesi europei. L’unico rischio concreto e’ quello di piu’ sindromi da raffreddamento, visto il calo delle temperature. Ad assicurarlo e’ Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto superiore di sanita’. ”Non ci sono da temere recrudescenze. Il virus influenzale ha avuto il suo picco e quindi non dovrebbe averne altri – spiega Rezza – piu’ probabile invece che vi sia un aumento delle sindromi da raffreddamento, provocate da virus come l’adenovirus o il rinovirus, che continuano a circolare. Ma l’influenza di quest’anno il suo picco l’ha gia’ avuto, e non c’e’ da temere che ad ogni piccolo sbalzo di temperatura, vi sia un picco influenzale”. Del resto anche i dati dello European Centre for disease prevention and control (Ecdc) lo confermano: nella settimana tra il 24 e il 30 marzo i ventuno Paesi europei monitorati hanno mostrato una riduzione progressiva dei casi di influenza stagionale. Secondo il rapporto dell’Ecdc questa stagione influenzale e’ iniziata tardi ed e’ andata avanti senza una chiara progressione geografica. Nel 75,2% dei casi il virus segnalato e’ stato di tipo A, e nel 24,8% dei casi di tipo B. Complessivamente ci sono stati 1.513 casi di infezioni respiratorie acute, di cui 79 mortali, in 7 Paesi. Molti di questi casi erano collegati all’influenza. Per quanto riguarda invece l’influenza aviaria (virus H5N1), finora non si e’ mai verificato il contagio da uomo a uomo, ma solo da volatili infetti. I Paesi piu’ a rischio sono infatti quelli con vaste popolazioni di pollame che vivono a stretto contatto con gli uomini. Sul fronte del morbillo invece, sempre nell’ultima settimana di marzo, non sono stati registrati nuovi casi tra la popolazione dell’Unione europea, anche se sono ancora in corso focolai in Romania e Regno Unito. L’anno scorso i focolai avevano raggiunto il loro picco a maggio per poi calare nel resto dell’anno. Il numero dei casi in alcuni stati, come Francia e Romania, ha iniziato ad aumentare a fine 2011. Finora, 14 Paesi hanno segnalato circa 5000 casi di morbillo nel 2012. Comunque, ad eccezione di Romania, Spagna e Gran Bretagna, il numero dei casi riportati e’ molto piu’ basso di quelli segnalati dagli altri Stati Ue l’anno scorso. Preoccupazioni ci sono pero’ per i campionati Europei di calcio, che si svolgeranno il prossimo giugno in Polonia e Ucraina, dove arriveranno milioni di visitatori. Per questo motivo l’Ecdc ha preparato una rapida valutazione del rischio per testare il pericolo che i turisti che vanno in Ucraina contraggano il morbillo, portandolo e diffondendolo negli altri paesi europei una volta tornati a casa. La raccomandazione principale e’ che chi intende andare in Ucraina e non e’ mai stato vaccinato prima lo faccia nelle 4-6 settimane prima di partire.