Attualmente in Umbria soffrono la siccita’ fiumi, falde, invasi e sorgenti, con valori notevolmente al di sotto delle medie stagionali. Il Lago Trasimeno ha raggiunto i meno 91 cm rispetto allo zero idrometrico e l’invaso di Montedoglio ha attualmente un volume utile di 28 milioni di metri cubi, mentre molti fiumi hanno portate inferiori al minimo vitale. In un dossier della Regione Umbria diramato alle Province si legge che : ” A partire dal gennaio 2011 l’Umbria e’ stata nuovamente interessata da una situazione di crisi idrica dovuta ad una notevole scarsita’ di precipitazioni che, nei mesi di agosto e novembre, ha fatto registrare picchi superiori anche al 90% di precipitazioni in meno rispetto alla media storica”. Confrontando i dati delle precipitazioni 2011-2012 con quelli del 2001-2002 e del 2006-2007, per la Regione la situazione attuale e’ definita ”molto grave”. Infatti, mentre nel 2001-2002 e nel 2006-2007 era stato riscontrato un deficit di pioggia rispettivamente del 27,0% e del 21,9% nel 2011-2012 il deficit e’ del 41% (424,3 mm di pioggia in meno su tutto il territorio regionale). Dai dati raccolti, il periodo ottobre 2011-febbraio 2012 ha fatto registrare il valore piu’ basso a partire dal 2001, al di sotto di almeno 30 mm rispetto ai valori delle precedenti crisi idriche del 2001 e del 2007. Anche l’esame dei livelli di falda fa emergere una situazione di oggettiva difficolta’. ”Gli attuali livelli delle falde – scrive la Regione – sono vicini ai livelli minimi storici tranne i pozzi di Gubbio Raggio piccolo, Terni Lagarello e Terni Maratta i cui valori risultano confrontabili con quelli medi storici; va pero’ evidenziato che, come per le sorgenti, il trend risulta sempre negativo”.
”Il perdurare di questa situazione di carenza di precipitazioni – prosegue la relazione della Regione Umbria sull’emergenza idrica regionale – ha indotto la Regione Umbria e la Regione Toscana a limitare l’utilizzo dell’acqua al momento disponibile nell’invaso. Attualmente, al fine di garantire un adeguato livello qualitativo del fiume Tevere, vengono rilasciati 800 l/s, valore superiore a quello del mese precedente, che era di 500 l/s, in quanto gli apporti nevosi hanno reso possibile questo incremento”. “Da un’analisi condotta sulla base dei consumi medi annuali – continua la relazione – e’ ipotizzabile che, in presenza di un corretto utilizzo della risorsa, l’invaso di Montedoglio riesca a soddisfare nel periodo estivo tutte le esigenze irrigue collegate all’invaso, idropotabili e di deflusso minimo vitale sul Tevere”. E’ di quattro giorni fa l’incontro, promosso in Regione, dagli assessori all’ambiente, Silvano Rometti, e all’agricoltura, Fernanda Cecchini, con i rappresentati delle Province di Perugia e Terni, degli Ati e delle organizzazioni agricole in cui si e’ discusso delle misure gia’ attuabili per risolvere il problema.
In linea con quanto previsto dal Regolamento regionale approvato nei mesi scorsi, parte delle risorse derivanti dai fondi Fas verranno assegnate dalla Giunta regionale agli Ati umbri, cosi’ da poter mettere in campo interventi efficaci per arginare le consistenti perdite della rete dell’acquedotto. Tali interventi saranno accompagnati, sin da subito, da misure per diminuire nelle reti la pressione dell’acqua nelle ore notturne e dalle azioni previste di risparmio idrico. Sul fronte agricolo, si provvedera’ entro 20 giorni alla mappatura degli invasi collinari presenti in Umbria al fine di metterne a disposizione i volumi non utilizzati. Verranno inoltre individuate tutte le possibili risorse per garantire il sostentamento della prossima campagna irrigua. Verra’ inoltre valutata la possibilita’ di emettere licenze di attingimento, anche in funzione della situazione in cui versano i corsi d’acqua, preadottando qualsiasi azione nel caso in cui le condizioni meteorologiche dovessero modificarsi. Al termine dell’incontro Rometti e Cecchini hanno assunto l’impegno di coordinare il lavoro che entro tre settimane dovrebbe portare alla redazione di un programma di interventi prioritari da mettere immediatamente in campo in caso di ulteriori criticita’.
