Studio sul Dna dei pesci spiega perchè i mari sono così ricchi di specie diverse

L’analisi del Dna dei pesci ha permesso di osservare per la prima volta ”in diretta” i meccanismi che controllano la nascita di nuove specie e spiega perche il mare e’ cosi’ ricco di specie diverse. Il risultato, pubblicato su Nature, si deve al gruppo di ricerca coordinato da David Kingsley, dell’universita’ californiana di Stanford. Lo studio e’ stato condotto su una specie di pesci da tempo studiata dai genetisti, gli spinarelli. I ricercatori hanno analizzato il Dna di circa 20 spinarelli, 10 prelevati da popolazioni marine e 10 di acqua dolce, e hanno identificato regioni del genoma che sono associate con l’adattamento ai cambiamenti ambientali e che favoriscono quindi la formazione di nuove specie. I meccanismi che controllano il modo in cui i cambiamenti genetici permettono di adattarsi a nuovi ambienti ancora in gran parte sconosciuti. Per questo i ricercatori hanno deciso di osservare ‘in diretta’ i meccanismi che permettono la nascita di nuove specie studiando un pesce come lo spinarello, che e’ stato capace di adattarsi dalla vita in mare a quella in acqua dolce, evolvendo caratteristiche diverse, come il numero di spine, la lunghezza del corpo o le dimensioni degli occhi, che ha permesso loro di prosperare nel nuovo habitat. ”L’adattamento dall’acqua salata all’acqua dolce non e’ facile. Per esempio, l’acqua dolce entra nel corpo e diluisce i sali” osserva Marco Oliverio, biologo marino dell’universita’ di Roma La Sapienza. Studiando il genoma dello spinarello e’ stato possibile vedere che una nuova specie nasce quando le mutazioni non solo riguardano singole basi del Dna, ma quando avviene una ‘inversione’ di grandi frammenti del Dna sui cromosomi. Vale a dire, spiega Oliverio, che ”quando si verifica una rottura nel Dna, il Dna si ri-arrangia e i pezzi si riattaccano al contrario”. Quando compaiono questi cambiamenti nel Dna, gli individui non riescono piu’ a riprodursi fra loro in modo efficace e segnano la comparsa di una nuova specie. I ricercatori hanno anche scoperto che l’adattamento ai nuovi ambienti si basa prevalentemente sui cambiamenti nei geni regolatori, ossia sui geni che hanno una funzione di controllo su altri geni. E’ stato osservato, inoltre, che i cambiamenti genetici sono avvenuti quasi nello stesso modo in tutti i gruppi analizzati. ”Lo studio, possibile grazie alle avanzate tecniche di sequenziamento del Dna disponibili oggi – sottolinea Oliverio – sara’ una pietra miliare in questo campo perche’ e’ un esempio concreto di come funziona l’evoluzione a livello molecolare”.