
Nuovi temporali negli ultimi giorni si sono sviluppati lungo l’entroterra desertico della penisola Arabica. Molte di queste Cellule temporalesche, poi evolute in vere e proprie “Multicelle”, sono state generate da forti condizioni di instabilità innescate dal passaggio in quota del ramo principale del “Jet Stream sub-tropicale”, che dall’Egitto si muove in direzione dell’Asia meridionale, facendo cosi il giro dell’intero emisfero. La caratteristica di questi temporali è quella di essere caratterizzati da forti “Updrafts”, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda d’origine sub-tropicale) che fanno esplodere verso l’alto il Cumulonembo, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli, ben oltre i 10-11 km di spessore. A tali quote le incudini dei Cumulonembi tendono ad essere spazzate dai violentissimi venti della “corrente a getto” (di solito provengono da Ovest o O-SO) e si portando a notevole distanza dalla base dei Cumulonembi, divergendo verso est, assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari. In questi casi, a causa della perdita di molta aria pilotata dai bassi strati, la Cellula temporalesca è costretta a richiamare altra aria calda dall’ambiente circostante, intensificando notevolmente il temporale che può divenire veramente forte, apportando precipitazioni molto forti accompagnate da impetuose raffiche di vento prodotte dai “Downburst” (forti correnti discendenti che raggiungono il suolo e tendono a divergere orizzontalmente in più direzioni). Alcune di queste cellule spinte dal forte “Jet Stream” verso est tendono a dissiparsi per poi riformarsi non appena raggiungono le calde acque del golfo dell’Oman e il mare Arabico, dove l’enorme quantità di calore latente fornito dalla superficie marina sforna delle vere bombe temporalesche, cariche di forti rovesci e fulminazioni a fondoscala.