
”Basti pensare al fatto che l’Osservatorio Vesuviano e’ tenuto a dare comunicazione alla Protezione Civile quando si verifcano eveti di magnitudo almeno 1.5. Oppure, come in questo caso, quando si scende al di sotto di questa soglia ma si verificano in prossimita’ di centri abitati” precisa D’Auria. I Campi Flegrei rappresentano comunque un’area ad attivita’ geotermica notevole, ma ”questo tipo di sismicita’ per i vulcani, anche se non sono in eruzione, e’ assolutamente normale. Per il Vesuvio, ad esempio, registriamo diversi terremoti di questo tipo ogni mese” aggiunnge D’Auria.
I Campi Flegrei sono un ‘super vulcano’ quaternario dell’area di Napoli la cui attivita’ vulcanica e’ iniziata circa 60.000 anni fa ed e’ culminata con due grandi eruzioni che hanno originato la caldera dei Campi Flegrei: l’Ignimbrite Campana (39.000 anni), oltre 200 chilometri cubi di prodotti emessi, e il Tufo Giallo Napoletano (15.000 anni). All’evento esplosivo del Tufo Giallo Napoletano sono seguite almeno 72 eruzioni da centri eruttivi all’interno e ai margini della caldera. Questa e’ tuttora attiva, come testimonia l’eruzione del Monte Nuovo del 1538 e i recenti episodi di bradisismo nell’area di Pozzuoli nel 1969-1972 e 1982-1984.