”Sulla vicenda relativa a presunte responsabilita’ della Regione Abruzzo in merito all’evento, non previsto ne’ prevedibile, del sisma che ha colpito la citta’ dell’Aquila, si e’ fatta parecchia confusione. L’errore fondamentale e’ stato quello di non comprendere o di aver fatto finta di non comprendere che l’allerta o l’allarme che la Protezione civile ha il compito di lanciare in casi del genere deve essere riconnesso ad una catena di comando che comprende Prefetture e Sindaci e non riguarda affatto la gestione delle conoscenze della popolazione”. Lo ha chiarito stamane, nel corso di una conferenza stampa nella quale ha affiancato il Presidente della Regione e Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, l’assessore alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante. ”I protocolli a cui si fa riferimento – ha spiegato l’Assessore – sono protocolli multirischio. Quindi si riferiscono a problematiche che affrontano il rischio idrogeologico, il rischio idraulico, quello derivante da eventi di natura meteorologica, oltre al rischio sismico. E’ evidente, pero’, che c’e’ una differenza sostanziale tra il rischio previsto e prevedibile come ad esempio quello determinato dal maltempo verificatosi nei mesi scorsi (circostanza per la quale il Centro funzionale ha allertato tutta una serie di soggetti operativi che fanno parte del sistema della Protezione civile al fine di garantire una risposta organizzativa adeguata) ed il rischio non previsto ne’ prevedibile generato da un sisma laddove, non appena viene a conoscenza di dati significativi, la Protezione civile e’ tenuta ad attivare le Prefetture per le competenze provinciali ed i Sindaci per quelle comunali”. ”Tuttavia – ha rimarcato Giuliante – da nessuna parte, ne’ dalle leggi citate, ne’ dai protocolli, emerge un nesso di relazione tra la gestione dell’allarme e la comunicazione alla popolazione”. L’Assessore ha puntualizzato che ”quando si parla del sistema di comunicazione della Protezione civile, ci si riferisce solo a meccanismi endogeni, cioe’ alla gestione delle frequenze, alla possibilita’ di collegarsi alle strutture ubicate sul territorio ma mai si fa riferimento ad un obbligo di comunicazione verso l’esterno”. Giuliante ha altresi’ stigmatizzato ”l’utilizzo strumentale di una ricostruzione falsata dei fatti al fine di incidere sulle dinamiche della campagna elettorale in corso all’Aquila”. ”Si e’ persino detto – ha fatto notare – che la citta’ dell’Aquila e’ stata declassata finendo in fascia 2, quando invece il capoluogo di regione non e’ stato mai declassato”. ”In ogni caso, le classificazioni sono un atto di natura tecnica – ha concluso l’Assessore – che viene sviluppato da strutture sovraordinate alla Regione e sulla base delle quali vengono poi compiute le scelte sulla tipologia di costruzione che puo’ essere autorizzata”.
