Con l’apertura dell’umido flusso atlantico verso l’Europa e il Mediterraneo una fase di maltempo particolarmente acuta, caratterizzata da piogge, temporali e soprattutto forti venti burrascosi dai quadranti occidentali, sta interessando la Grecia, l’area dell’Egeo e la Turchia occidentale. L’onda ciclonica che nella giornata di martedi era scivolata sull’Italia, favorendo l’isolamento di una circolazione depressionaria che si è subito spostata verso le coste delle Dalmazia meridionale, si è successivamente spostata verso i Balcani e la Grecia, dove si è consolidata una struttura ciclonica nei medi bassi-strati della troposfera che si è spostata sul mar Egeo, approfondendosi ulteriormente. L’area ciclonica si è notevolmente rinvigorita grazie anche ad una profonda avvezione di vorticità positiva innescata dalla risalita del ramo principale della “Jet Stream”, da SO a NE, verso il Mediterraneo centro-orientale, che ha contribuito a chiudere l’onda ciclonica che martedi 17 si era versata sull’Italia, apportando condizioni di diffusa instabilità, specie sulle regioni meridionali. Il fortissimo “Jet Stream sub-tropicale” in alta quota, con un letto di violente correnti da SO che dalla Libia risalivano verso l’Egeo e la Turchia occidentale, ha presentato dei massimi di vento tra la Cirenaica e il bacino orientale del Mediterraneo, ha accelerato ulteriormente l’invorticamento del già profondo ciclone extratropicale che ha presentato una prevalente avvezione calda, con un “gradiente barico” molto intenso e un forcing dinamico altrettanto intenso.
Il sistema ciclonico, abbordato sul lato orientale dal ramo principale della “Jet Stream”, è stato preceduto da una “warm conveyor belt” di tipo reward che dalla Turchia centro-occidentale ha attraversato il mar Nero per risalire fino all’Ucraina, alla Bielorussia e alla Russia meridionale. In queste ore è ben evidente un immenso fronte caldo, che precede la struttura vorticosa, rappresentato da una muraglia di nubi alte e stratiformi che in queste ore sta coprendo i cieli di quasi tutta l’Europa orientale, dall’est della Polonia fino alla Russia meridionale, dove avanza l’avvezione calda in quota che è accompagnata da impetuose e tiepide correnti meridionali provenienti dalla penisola Anatolica. Queste condizioni hanno dato vitalità al ciclone extratropicale che si è ulteriormente approfondito, con un minimo barico che è sceso al di sotto dei 988-987 hpa sul settore nord-orientale del mar Egeo, innescando un forte “gradiente barico orizzontale” tra Grecia e Turchia che ha attivato delle forti burrasche di vento da SO e dai quadranti occidentali che hanno spazzato il mar di Creta, tutto l’Egeo e le coste occidentali della Turchia, in particolare l’area del mar di Marmara e il Bosforo, dove le raffiche di vento sono state pesantemente enfatizzate dall’orografia locale.
La profonda circolazione depressionaria, veramente profonda, ha cosi richiamato forti burrasche da SO e O-SO, con raffiche fino a 80-90 km/h, che dal Peloponneso e dal Pireo si sono rapidamente estese a tutto il mar Egeo e al mare che circonda l’isola di Creta, propagandosi in seguito alle coste della Turchia occidentale. Nell’isola di Santorini le forti raffiche da O-SO hanno raggiunto gli 83 km/h. A Karpathos il forte vento da SO ha sfiorato gli 80 km/h, mentre a Elefsis si sono superati i 73 km/h. Ad Atene, dopo i temporali che hanno accompagnato il passaggio del fronte freddo, si sono inseriti gli intensi venti da O-SO che hanno raggiunto i 68 km/h, con frequenti raffiche over 50-60 km/h. Raffiche ad oltre i 70-80 km/h, localmente anche fino a 90 km/h, si sono registrate in tante altre isole dell’Egeo e sull’isola di Creta, dove l’impetuoso flusso eolico ha causato molti disagi, soprattutto alla navigazione marittima, ma non solo. I forti venti da O-SO hanno anche agitando il mar di Creta e l’Egeo, producendo la formazione di onde di “mare vivo” alte fino a 2.5-3.0 metri sull’Egeo che hanno generato pure delle mareggiate lungo le coste frastagliate della Turchia occidentale.
Le forti burrasche dai quadranti occidentali hanno reso molto agitato (forza 6) tutto il Mediterraneo centro-orientale e il mar a sud di Creta, con la formazione di onde alte fino a 4.0-5.0 metri che si sono dirette verso le coste dell’Asia minore (Siria, Libano, Israele) con delle onde lunghe ben formate che daranno molto fastidio alla navigazione marittima sul mar di Levante. Sulla Turchia occidentale, come su buona parte dell’entroterra Anatolico e sulle coste settentrionali della Turchia, che si affacciano sul mar Nero, visto il particolare posizionamento del profondo minimo barico nei bassi strati che dall’Egeo si è spostato sul mar di Marmara, passando proprio su Istanbul, i forti venti si sono orientati da Sud e da S-SO, con l’attivazione di raffiche di caduta veramente molto forti e turbolenti che dai rilievi dell’entroterra interno sono scivolate sul mar di Marmara e sul Bosforo, rafforzandosi notevolmente durante la discesa. La presenza di un fortissimo flusso dai quadranti meridionali in quota, in scorrimento al di sopra dell’altopiano Anatolico centrale, unito al già intenso “gradiente barico” al suolo, sono stati dei fattori che hanno reso le burrasche da Sud e S-SO ancora più impetuose, tanto che in molte località e città della Turchia settentrionale e centrale le raffiche più forti hanno persino raggiunto i 90-100 km/h, provocando notevoli danni, con alberi sradicati e tetti di case scoperchiati.
Le raffiche più violente nel pomeriggio di ieri, quando il profondo minimo depressionario era collocato davanti le coste nord-occidentali turche, hanno spazzato il mar di Marmara ed in particolare il Bosforo e la metropoli di Istanbul, dove è stata misurata una folata di ben 106 km/h nella zona dell’aeroporto internazionale di Ataturk. Ma la cosa più interessante è che le furiose raffiche da SO che hanno sferzato l’area del Bosforo e Istanbul si sono concentrate proprio nelle ore centrali del giorno, con un picco assoluto di 105.8 km/h da SO registrato intorno l’01:20 PM (ora locale), quando la pressione atmosferica cominciava a sprofondare arrivando ad un picco minimo di ben 989 hpa. In mattinata, prima dell’infuriare delle impetuose raffiche da SO nel primo pomeriggio, il vento in riva al Bosforo si era disposto più da N-NE e Nord, per ruotare improvvisamente più da E-NE, Est e E-SE. Questa particolare variazione della direzione del vento è stata senza dubbio provocata dalla complessa orografia locale, contornata da bassi rilievi che si alzano progressivamente verso il vicino retroterra dietro le sponde del Bosforo.
Purtroppo le bufere di vento hanno cagionato la morte di almeno 4 persone. Il primo a Denizli, località vicino alla costa egea. Altri due sono morti in un incidente stradale provocato da una tempesta di sabbia che imperversava fra Ankara e Konya. La quarta vittima ha perso la vita a Goynuk, nell’Anatolia centrale, mentre riparava il tetto di una casa scoperchiato dalle fortissime raffiche dai quadranti meridionali. Fortunatamente nelle prossime ore la profonda circolazione depressionaria andrà a colmarsi progressivamente evolvendo verso levante e richiamando sostenuti e umidi venti occidentali verso il mar Egeo e l’entroterra turco, apportando delle piogge e dei rovesci sparsi che si concentreranno tra la Turchia occidentale, in particolare sulle coste del mar di Marmara, dove si addenserà una consistente nuvolosità da “stau”.
