Agricoltura, ecco come raddoppiare le risorse nei Paesi poveri

La via per raddoppiare le risorse alimentari dei Paesi in via di sviluppo passa dalla ricerca sui semi, una migliore previsione dei prezzi delle colture chiave e un’agricoltura che fa ricorso alle tecnologie piu’ avanzate. Questa la ricetta di Aalt A. Dijkhuizen, presidente della Wageningen University and Research Centre in Olanda. Dijkhuizen, noto scienziato dell’agricoltura, ha presentato a un meeting a New York il suo piano per il raddoppio della produzione di cibo entro il 2050 in Malesia. All’incontro erano presenti il primo ministro malese e le autorita’ scientifiche del Global Science and Innovation Advisory Council. “E’ certamente possibile raddoppiare la produzione di cibo in Malesia attraverso tecniche e tecnologie gia’ esistenti e alla portata economica, uniti a un addestramento appropriato della popolazione“, ha detto Dijkhuizen. Nello specifico, il programma dello scienziato consiste nell’aumentare il raccolto dell’ettaro delle piante di riso grazie alla ricerca in semi piu’ resistenti al sale e che richiedono meno acqua. Inoltre, migliori dati meteo e previsioni sugli andamenti dei prezzi dei raccolti dovrebbero essere meglio utilizzati per far fronte alle richieste globali e internazionali. Un’agricoltura di precisione, che sfrutta tecnologie per una migliore raccolta di dati sul campo puo’ infine portare le autorita’ a prendere decisioni migliori e a gestire la produzione. “Per raggiungere gli obiettivi del 2050, anno in cui la crescita della popolazione e lo stile di vita richiederanno due volte il cibo attualmente prodotto, bisogna concentrare gli sforzi su questi programmi” ha sottolineato Dijkhuizen, “all’inizio e’ necessario focalizzarsi sul riso, una coltura basilare e la cui sovrapproduzione puo’ anche essere venduta ad altri paesi. Si tratta di una strategia globale, non solo malese: molti Paesi in via di sviluppo hanno bisogno di agire il prima possibile per incrementare la produzione di alimenti. Se si prendono provvedimenti quanto arriva la necessita’, e’ gia’ troppo tardi“, ha concluso lo scienziato.