
L’utilizzo del sommergibile “Alvin” da parte dei ricercatori per l’esplorazione degli abissi marini rischia di disseminare degli organismi “clandestini” a centinaia di chilometri di distanza. Come si legge sul sito della Bbc, nel corso di una missione il batiscafo ha “raccolto” dei molluschi dal fondo marino trasferendoli ancora vivi su un altro fondale a 600 chilometri di distanza: al di là della sorprendente resistenza degli animali ai cambiamenti di pressione, il rischio è quello di alterare gli equilibri degli ecosistemi locali introducendo inavvertitamente dei predatori o delle malattie. La notizia è stata pubblicata dalla rivista scientifica Conservation Biology: i “clandestini” erano sfuggiti alle operazioni di pulizia seguite alla riemersione, nonostante l’attenzione dei ricercatori, dei biologi marini: in molte missioni di tipo geologico tuttavia vengono prese ancor meno precauzioni per evitare il trasporto involontario di organismi.