La frattura che genera il terremoto è sede di genesi di onde che si propagano attraverso le rocce in modo del tutto simile alle onde che osserviamo nel mare: ovviamente le rocce non si spostano ma tramite la loro vibrazione l’energia si propaga. E proprio come fra diverse onde ci sono fenomeni di riflessione, rifrazione, interferenza, così anche le onde dei sismi si “ingarbugliano fra loro” dando origine a fenomeni talmente complessi che non sono analizzabili troppo vicino alla fonte del sisma, ma per farlo occorrono diversi sismografi a una certa distanza. Un sismografo è semplicemente uno strumento che segna su una carta che scorre a velocità costante la vibrazione che rileva. Il grafico che ne segue si chiama sismogramma.
Le onde di compressione, o longitudinali, fanno vibrare la roccia avanti e indietro variando di volume. Sono le più veloci e si chiamano onde P (velocità fino a 8 Km/s). Sono loro a causare, tramite appunto a compressione e dilatazione delle rocce, il rombo caratteristico del terremoto.
Le onde trasversali sono generate dallo scivolamento delle rocce sul piano di rottura, come le due labbra di una ferita. Le rocce vibrano in tal caso perpendicolarmente alla direzione di propagazione. La roccia varia di forma, ma non di volume. Si chiamano onde seconde e non si propagano attraverso i fluidi (che non hanno forma propria).
Entrambe le onde generano onde di superficie dette superficiali (vari tipi di onde, come quelle di Rayleight e Love), ma non ha senso complicare ulteriormente la trattazione. Basti sapere che tutte queste onde interagendo nel modo più vario causano vari tipi di effetti. Le onde, tra l’altro, non arrivano tutte direttamente alla superficie, ma a volte rimbalzano più volte all’interno della terra, giungendo a distanza di secondi dalle prime.
Alcuni tipi di terreno hanno una capacità maggiore di assorbimento delle onde. Le sabbie assorbono bene le onde a alta frequenza, mentre quelle a bassa frequenza sono anche amplificate da terreni sabbiosi. E’ quest’ultimo il caso delle oscillazioni libere, che sono date dalla vibrazione della Terra nel suo insieme, una sorta di risonanza che dura molto a lungo. I terremoti in effetti sono registrati, se sufficientemente forti, in tutto il globo, e, anzi, sono utili per studiare, tramite l’analisi delle loro onde, la composizione interna del pianeta, che è ancora un mistero.
Un esempio di sismogramma in tempo reale utile al rilevamento dei sismi in Emilia è consultabile al sito http://www.prontometeo.it
