Gli indici temporaleschi e l’ondata di maltempo in arrivo al Nord-Ovest: si attendono alcuni valori straordinari

Non pretendo di fare una previsione del tempo tramite indici, ma tenendo presente sia la distanza temporale degli eventi, ancora notevole per il tipo di indici che andiamo ad analizzare, sia il significato che essi hanno e che non è, a mio avviso, di per sé la soluzione a tutti i grattacapi di un meteorologo, vediamo un po’ cosa dicono e cosa significano.

Guardando al pomeriggio di sabato, e riferendomi al Nord/Ovest, noto valori di CAPE oltre i 2000 J/Kg. Possiamo prendere questa come una energia disponibile. Questo valore, di per sé, non indica un bel niente. E’ ovvio che d’estate ci sia molta energia su una pianura, che andrà dispersa di notte senza che nulla accada, se non vi sono condizioni di instabilità. Ma noi sappiamo o, almeno, immaginiamo, che queste condizioni ci siano. Ed allora ecco che questo valore comincia ad interessarci, se associato a un altro, fra i tanti: il lifted index. Questo valore arriva sulla Pianura Padana centrale a valori intorno a -10, davvero notevoli. Preso da solo, quindi con un valore relativo, ci dice che sono possibili violenti temporali e tornado. Nel contempo si avrà il massimo della divergenza (variazione del volume di una massa d’aria nell’unità di tempo a 300 hPa, anche se non con valori eccezionali).

Per quanto riguarda altri valori troviamo punte massime sfasate rispetto a questi, ma improntate più sul Nord-Est e sull’Adriatico fra sabato e domenica.

Mi sembra verosimile che un valore di energia disponibile possa creare le condizioni per la formazione di imponenti cumuli già nel pomeriggio, e che troveranno poi una ulteriore sviluppo e manifestazione nella sera, grazie agli indici che analizziamo ora.

Lo Shear avrà infatti il suo massimo nella notte, con valori di velocità del vento di 30 m/s, mentre la tendenza a ruotare in senso ciclonico delle particelle d’aria (SREH) sarà fino a  oltre 500 m2/s2. Anche la velocità verticale a 700 hPa andrà praticamente fuori-scala, con valori inferiori a -50 hPa/h

Va detto che i valori maggiori si avranno sull’Est della Lombardia, ma anche che i venti da Est tenderanno a far propagare rapidamente i fenomeni verso Ovest. Tenderei ad escludere dai fenomeni più intensi le aree piemontesi e l’estremo Nord-Ovest della Lombardia. Potrebbero invece aver luogo fenomeni multicellulari e supercellulari, con partenza da alto Veneto e Alta Lombardia. Attenzione in particolare alla zona del Lago di Garda. In questo caso è chiaro che oltre alla possibilità di tornado c’è anche quella di una durata e una direzione che potrebbe andare diversamente dalle correnti portanti. Queste però dovrebbero essere sufficientemente intense da liberare molto presto una zona eventualmente interessata da fenomeni vorticosi, ma al contempo si dovrà porre molta attenzione all’arrivo quasi senza preavviso dei fenomeni, ovviamente anche considerando la potente irruzione prevista.

Discorso ancor più problematico sull’Adriatico settentrionale e altre zone del Nord-Est, soprattutto durante la notte, ma lascio per questo la descrizione ai colleghi nei prossimi aggiornamenti del nostro giornale.