Il nucleare pulito è possibile: presentato un nuovo studio al Politecnico di Torino

L’energia nucleare pulita, senza emissione di radiazioni e senza scorie, potrebbe essere possibile in futuro: a dirlo e’ una ricerca presentata ieri al Politecnico di Torino durante la conferenza internazionale “L’atomo inesplorato. Il potenziale nascosto della ricerca d’avanguardia sulla tecnologia nucleare?“. Alberto Carpinteri, Ordinario di Scienza delle Costruzioni al Politecnico di Torino e Presidente dell’INRIM, ha presentato uno studio sulle reazioni piezonucleari, una delle ultime frontiere nello studio della produzione di energia nucleare pulita.
Le reazioni piezonucleari sono legate ai fenomeni di fissione, vale a dire di separazione, dei nuclei di elementi leggeri (con numero atomico pari o inferiore a quello del ferro), e producono energia senza emissione di raggi gamma e senza scorie radioattive. Rilevare questo tipo di reazioni nel sottosuolo puo’ essere indizio di movimenti che potrebbero causare fenomeni sismici e tellurici, prevedibili con un anticipo sino a 10 giorni, ma lo studio trova applicazioni anche nella spiegazione della quantita’ di carbonio presente nell’atmosfera, utile per valutare il livello di inquinamento, e nell’accelerazione del decadimento delle scorie radioattive. Se naturalmente, infatti, le scorie perdono la loro carica radioattiva, pericolosa per la salute dell’ambiente e dell’uomo, su tempi lunghissimi, milioni di anni, utilizzare ultrasuoni che hanno la stessa frequenza di vibrazione dei nuclei potrebbe accelerarne il decadimento (fenomeno verificato nei laboratori del CNR con un campione di torio).
Lo stato attuale delle ricerche permette anche di ipotizzare l’utilizzo di questi elementi leggeri e non radioattivi per la produzione di energia pulita. Dopo i primi esperimenti sui liquidi condotti presso il CNR di Roma, l’INRIM, insieme con il Politecnico di Torino, ha portato avanti esperienze sui solidi, utilizzando rocce granitiche e basaltiche. Diverse tipologie di rivelatori hanno dimostrato la presenza di emissioni di neutroni, di vari ordini di grandezza superiori all’usuale (circa 10 volte nelle rocce granitiche e, da risultati conseguiti di recente, anche 1.000 volte in quelle basaltiche). Tali studi hanno permesso anche di rispondere ad alcuni quesiti legati alla nascita della vita sulla Terra. Per esempio, e’ stato dimostrato come le reazioni piezonucleari avvenute tra 3,8 e 2,5 miliardi di anni fa, nel periodo di maggiore attivita’ delle placche tettoniche, abbiano comportato la scissione degli atomi di alcuni elementi che si sono trasformati in altri piu’ leggeri (come il ferro, numero atomico = 26, che si puo’ dividere simmetricamente in due atomi di alluminio, numero atomico = 13). Diversi tra gli elementi chimici piu’ abbondanti sono stati protagonisti di tale trasformazione, come per esempio una parte del magnesio che si e’ trasformata in carbonio (numero atomico del carbonio = 6, magnesio = 12) andando a formare le atmosfere dense di biossido di carbonio (CO2) e di metano (CH4) delle prime ere terrestri, mentre l’eccesso di calcio ha concorso alla formazione degli oceani, per i fenomeni di frattura delle rocce calcaree.