
La scossa di terremoto avvenuta in piena notte, ha ucciso migliaia di animali. Centinaia di capi di allevamento sono rimaste schiacciate dopo il crollo di stalle e capannoni, a cominciare dai maiali e dalle mucche, ma la vera e propria strage riguarda gli uccelli. Non si hanno ancora notizie invece dai canili e dai gattili. “La scossa è avvenuta in piena notte – ha spiegato all’ADNKRONOS Piero Milani, responsabile del centro faunistico ‘Pettirosso’ di Modena – quando gli uccelli erano tutti nei nidi all’interno delle torri e delle rocche che sono crollate. Si tratta soprattutto di rondini, rondoni e balestrucci, ritrovati morti tra i mattoni e le macerie precipitate al suolo“. Gran parte dei nidi non esiste più. Si sono salvati solo quelli costruiti sugli alberi. “Una cinquantina di esemplari adulti e di piccoli sono stati salvati, anche grazie all’intervento del corpo forestale e della protezione civile – ha aggiunto Milani – ma per ora non è possibile fare molto poiche’ le ‘zone rosse’ sono perimetrate e non e’ possibile accedere per il rischio di nuovi crolli“. Tantissimi anche gli esemplari con le ali fratturate. La morte degli animali è un altro dei problemi economici nella Food Valley emiliana, patria di eccellenze enogastroniche. I suini da allevamento che sono sopravvissuti sono di fatto sfollati, poichè i ricoveri sono andati in pezzi. Per alcuni si è deciso la macellazione immediata. Sotto stress anche le mucche che, secondo la Coldiretti, a causa della scossa e dello sciame sismico hanno ridotto la produzione di latte del 10%. “I ritmi fisiologici degli animali allevati, – sottolinea l’associazione – sono scombussolati dallo sciame sismico, mucche e maiali, importantissimi per la ripresa economica del territorio con la produzione di prosciutto e parmigiano Made in Italy: a causa del terrore delle scosse rifiutano di alimentarsi adeguatamente e non riescono neanche a dormire“.