L’uragano “Bud” perde forza ma rimane una minaccia per le città messicane di Manzanillo e Puerto Vallarta; si temono inondazioni nelle aree montuose

Un immagine dell'uragano "Bud" al massimo della sua intensità

L’uragano “Bud”, il primo del 2012 sul Pacifico orientale, dopo essersi intensificato a largo delle coste meridionali messicane, tanto da venire promosso, seppur per un breve periodo, ad uragano di 3^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno superato la soglia dei 180 km/h (raffiche superiori attorno l’occhio), ha continuato ad avvicinarsi alle coste degli stati di Colima e Guerrero. Ma come avevamo previsto, nella giornata di ieri, l’uragano si è spinto sopra acque superficiali meno calde che hanno contributo a depotenziare rapidamente il sistema. Inoltre, muovendosi verso nord-nord/est, il ciclone tropicale è finito su una zona con moderato “Wind Shear” (notevoli variazioni della direzione e velocità del vento man mano che si sale di quota, letali per i cicloni tropicali durante la fase di maturazione) che ha accelerato il processo di decadimento dell’uragano che si è rapidamente indebolito per l’improvviso arresto dell’attività convettiva. Nel giro di poche ore “Bud” da pericoloso uragano di 3^ categoria è stato declassato ad uragano di 1^ categoria, con venti medi sostenuti che sono scesi al di sotto dei 120-130 km/h attorno l’area perturbata, riducendosi sensibilmente mentre la perturbazione tropicale si spingeva in prossimità delle coste messicane.

I forti venti dai quadranti orientali però si sono estesi fino alle coste dello stato del Colima, in particolare nell’area di Manzanillo, dove si sono verificate forti raffiche da Est. Il rapido indebolimento della tempesta è ormai costatabile pure dalle ultime moviole satellitari. Nelle ultime 12 ore i satelliti hanno messo in evidenza come l’occhio centrale di “Bud” sia ormai scomparso, mentre il pattern di nuvole si è sensibilmente ridotto, apparendo molto schiacciato, a causa di un aumento di aria secca iniettata all’interno del cuore del ciclone dal “Wind Shear” moderato in azione nell’area. L’ultimo aggiornamento infatti vedeva “Bud” ridotto ad una forte tempesta tropicale, con venti medi sostenuti ridotti a soli 90-100 km/h in uno spazio più ristretto attorno al centro del profondo sistema depressionario tropicale. All’aeroporto della città di Manzanillo nella giornata di ieri, il graduale avvicinamento di “Bud” verso la costa, ha richiamato forti venti di caduta da Est che hanno toccato un picco di ben 90 km/h alle 08:55 AM.

Mezzo dell'esercito messicano nelle zone ove si attende il "landfall"

Poi con il graduale indebolimento dell’uragano le forti raffiche di vento che hanno sferzato quel tratto di costa messicana si sono sensibilmente attenuate, fino a ridursi quasi del tutto, mentre le correnti ruotavano più verso Sud. Nonostante il suo progressivo indebolimento le coste messicane meridionali non possono ritenersi fuori pericolo, anzi tutt’altro. La tempesta continua a muoversi in direzione della costa, ormai è sempre più vicina ed entro la giornata di domani dovrebbe indugiare, effettuando successivamente il “landfall”, nel tratto di costa compreso fra le città di Manzanillo e Puerto Vallarta. Poco prima del “landfall” la tempesta dovrebbe continuare a mantenere lo status di tropical storm per poi venire rapidamente declassata a semplice depressione tropicale non appena comincerà a toccare terra, penetrando verso l’interno dell’entroterra messicano. “Bud” entro la prossima notte e la prima mattinata di domani quindi dovrebbe attraversare la costa nel tratto compreso fra le città di Manzanillo e Puerto Vallarta, colpendo durante il “landfall” zone relativamente poco abitate.

L’approssimarsi di “Bud” sarà accompagnato da un significato rinforzo dei venti, con un conseguente aumento del moto ondoso e l’arrivo di intensi rovesci di pioggia portati dalle bande nuvolose convettive che ruotano attorno alla circolazione ciclonica. Quello che si teme maggiormente sono le possibili alluvioni lampo o rapide inondazioni che potranno essere innescate non appena la tropical storm, pronta a venire declassata a comune tropical depression, con venti inferiori ai 60 km/h. Difatti la costa in cui è diretto “Bud” è molto montagnosa ed è caratterizzata da una forte acclività, condizioni che in situazioni di forti precipitazioni, concentrate in poche ore, possono determinare fenomeni tipo i “flash flood”, con conseguenti frane e smottamenti pericolosi per l’intera regione. Con molta probabilità, durante il “landfall”, forti piogge e rovesci colpiranno in modo pesante anche le città di Manzanillo e Puerto Vallarta, le più grandi della regione, dove si potranno verificare anche degli allagamenti che creeranno non pochi disagi alla popolazione.

In questo caso la città di Puerto Vallarta dovrebbe subire meno effetti, in termini di vento e di precipitazioni, visto che si trova in un luogo ben protetto, in più sarà interessata dal passaggio del margine sinistro della tempesta, quello dove solitamente i fenomeni sono meno intensi. A Manzanillo il rischio sarà più elevato dal momento che la città verrà interessata dal lato destro della circolazione depressionaria, quello più attivo, dove si possono celare le bande di precipitazioni più forti, dove si nascondono i diluvi più violenti. Subito dopo il “landfall” la perturbazione tropicale indugerà sull’area fino alla giornata di lunedì, continuando a portare forti piogge e intensi temporali che si formeranno pure sulle aree montuose più interne, scaricando intensi rovesci di pioggia che andranno ad ingrossare i corsi d’acqua. Stando alle statistiche “Bud” è il più forte uragano che si è formato cosi anticipatamente sul Pacifico orientale. A differenza delle depressioni o delle tempeste tropicali gli uragani sono piuttosto rari in Maggio sul Pacifico occidentale. Dalle registrazioni dei cicloni tropicali, che partono dal 1949,nel Pacifico orientale, durante il mese di Maggio, ci sono stati appena 12 uragani. Una media complessiva di un uragano ogni 5/6 anni. Inoltre solo uno di questi uragani riuscì ad effettuare il “landfall” sulle coste messicane in Maggio. Si trattava dell’uragano “Agatha” che il 24 Maggio 1971 aveva fatto il “landfall” come uragano di categoria 2 a circa 75 km dalla città di Zihuatanejo, Messico. In questi giorni le temperature degli oceani nell’area in cui si sono formati “Aletta” e “Bud” sono solo leggermente superiori alla media del periodo. Questa lieve anomalia positiva, unica al particolare dislocamento delle aree con basso “Wind Shear” può spiegarci le formazioni cosi anticipate di queste due tempeste.