A causa del freddo che ha interessato la regione andina, il ministero della Salute informa che tra Gennaio ed Aprile quasi 100 bambini sono morti di polmonite in Perù. In un bollettino sanitario le autorità sanitarie hanno divulgato il numero esatto di decessi, che è stato di 94 casi, da Gennaio al 28 Aprile. Su 797 mila episodi di infezioni delle vie respiratorie, sono riportati 9286 casi di polmonite, che secondo l’organizzazione mondiale della Sanità è la principale causa di mortalità infantile a livello mondiale, uccidendo annualmente 1,4 milioni di bambini sotto i cinque anni. La maggior parte delle vittime appartengono alle aree più povere del paese dei dipartimenti meridionali e di sud-est. Le temperature in alcuni casi hanno raggiunto i -10°C ad un’altitudine di 3500 metri. Da Aprile a Luglio del 2009, i valori termici insolitamente freddi uccisero oltre 250 bambini con età inferiore ai 5 anni. Nel mese di giugno ci furono 50 mila casi di infezioni respiratorie acute e 4851 casi di polmonite. Soltanto tra metà Aprile e metà Giugno, quindi nel corso di 30 giorni, morirono 61 bambini. Non andò meglio nel Luglio 2010, quando il governo peruviano dichiarò lo stato di emergenza in 16 delle 24 regioni del Perù a causa del freddo. In quell’evento si scese anche a -24°C nelle regioni del Sud. Naturalmente le popolazioni rurali povere che vivono ad oltre 3000 metri s.l.m. sono sempre quelle più colpite, dal momento che il clima diviene molto rigido e le condizioni sociali sono tutt’altro che adeguate. Il clima del Perù è molto vario, con una grande varietà di microclimi. Tale diversità è principalmente condizionata dalla presenza delle Ande e dalla fredda corrente di Humboldt. Sulle Ande generalmente si registrano estati piovose e inverni molto rigidi e asciutti.