Anche la fine di questo mese, come già spiegato nei precedenti interventi, rimarrà sotto scacco all’instabilità – specie diurna sui rilievi – che potrebbe sfociare anche nelle aree pianeggianti di buona parte delle zone peninsulari.
Questo accadrà perchè l’anticiclone nordico che viene sollecitato da quello azzoriano, cercando un’unione legittima per costringere le pertubazioni o infiltrazioni fresche da occidente e da nord/est, non solo sta fallendo ma sarà proprio smantellata nel prossimo futuro agli inizi di Giugno da un possibile buco nel bel mezzo del tessuto anticiclonico debole condito da geopotenziali non elevati.
Ed infatti un’incursione fresca in quota potrebbe beneficiarne da nord/ovest e ridiscendere il bordo orientale dell’azzorriano che con l’ho nordico non riuscirebbe a garantire protezione ideale per il Mediterraneo centro/orientale.
Sappiamo tutti come sia difficile aver durature fasi anticicloniche anche grazie a questi altri fattori meteoclimatici che non a caso poi incidono anche loro sull’andamento di alcune zone europee, grazie anche alle anomalie negative analizzate ieri nel nostro intervento che faranno si che alcune gocce fredde instabili possano facilmente incunearsi verso latitudini meridionali specie tra Italia e Balcani.
Ora vedremo se e quanto dureranno questi fattori scatenanti che stanno incidendo sul tempo di casa nostra, sapendo che l’Estate quì da noi può sempre partire da un momento all’altro, ne è un classico esempio lo scorso anno quando proprio a metà Agosto scoppio il gran caldo al centro/nord che durò circa 20 giorni consecutivi.
Siamo pur sempre vicini al Continente africano e questo gioca a favore per alcune ondate calde specie nel cuore di un trimestre che è pur sempre un periodo dove le figure predominanti rimangono e rimarranno sempre a favore della classica Estate mediterranea con alti e bassi certamente che fanno la media climatologica italiana.
