Questa mancanza di una durevole ed intensa fase anticiclonica è riconducibile anche ad alcuni parametri e situazioni che si stanno accorpando insieme e stanno dipingendo la situazione teleconnettiva, che si trasmette poi nel tempo in atto con un riferimento ben preciso circa l’andamento che assumono poi le figure bariche europee.
Infatti possiamo notare innanzitutto l’anomalia termica a largo delle coste iberiche che da negativa si è lentamente assorbita divenendo leggermente positiva, il che questo gioca a favore per una scongiurata falla iberico/marocchina quella che tanto fa penare le sorti italiane quando poi l’anticiclone azzorriano può fondersi con quello sub/tropicale.
Infatti essa quando risulta negativa e associata ad altri indici teleconnettivi può decidere di inglobar e risucchiare buona parte delle figure depressionarie divenendo una sorte di aspriratutto scagliando un rialzo pressorio ad est quindi Mediterraneo centrale, Italia compresa, con netto rialzo dei geopotenziali termici e conseguenti fasi stabili che non di rado poi scaturiscono in vere e proprie fiammate sub/tropicali quando l’hp azzoriano trova l’aggancio stabilizzante della radice africana.
Invece spesso in questo periodo che stiamo vivendo le onde atlantiche penetrano verso l’area mediterranea e anche quelle proveniente da nord/est, trovano terreno fertile dandosi battaglia proprio nel nostro Mediterraneo centrale, lasciando invece al secco o quasi le zone iberico/marocchine grazie a questo elemento suddetto.
Di conseguenza il tutto vien condito da un hp nordico che staziona da settimane in anomalia barica e queste figure non raramente se decidono di governar un luogo poi si fanno da parte nel giro di poco tempo e con la famosa legge di compensazione della quale la meteorologia spesso si avvale fa presagire che dopo un Marzo secchissimo e un Autunno/Inverno altrettanto avari di fenomeni in area mediterranea in media al Centro/Nord, potremmo assistere ad un cambio climatico locale per questi prossimi mesi.
Difficile dirlo, anche perchè se dovessimo basarci sulla media e statistica, specie dopo anni di secco al Sud nel trimestre estivo, forse potremmo anche dire si, ma giocheremmo solo sulla nostra credibilità perchè sappiamo bene che le tendenze possono solo farsi massimo a 8-10 giorni e in qualche sparuto caso anche a due settimane specie in Estate quando il tempo è più stabile.
Infatti per far si che risulti una Stagione instabile e che possa rientrar a pieno atto negli annali meteo come il 2002 necessita che anche il Sud e le sue aree costiere ne siano interessati da fenomeni precipitativi, dato per scontato infatti che il Nord e le zone centrali specie a ridosso dei rilievi spesso nel trimestre estivo possono subire gli attacchi temporaleschi grazie ad infiltrazioni fresche in quota o il passaggio della coda dei fronti atlantici che normalmente in codesto periodo alzano la loro latitudine scorrendo a nord delle Alpi.
Detto questo la tendenza per le prossime due settimane, in linea generale, ci suggerisce che tranne qualche breve pre/frontale caldo al Centro/Sud, il resto dell’andamento meteoclimatico al momento vedrà solo queste possibili riscaldate senza grosse avvenzioni calde e soprattutto ancora nessuna vera fase stazionaria dell’hp sub/tropicale.
Almeno fino a tutta la prima decade di Giugno infatti si potrà avere un’alta possibilità che il cammello sia ridotto al lumicino da queste forzanti che abbiamo elencato e che successivamente, come spesso accade, l’Estate parte sparata dalla seconda o terza decade mensile, dove ricordiamocelo, il Mediterraneo è pur sempre molto vicino all’Africa e le risposte molto calde nel corso anche di una stagione estiva sotto tono ci saranno sempre.
Ai posteri l’ardua sentenza, intanto chi avrà pregato e sperato di poter alleviare quello stato di siccità in molte zone del Centro/Nord potrà già esser soddisfatto, perchè la meteorologia è fatta così, sono cicli climatici che possono durare anche molte settimane, ricordandoci che la “media” (o “normalità” climatica, che dir si voglia), in questa meravigliosa scienza inesatta, è sempre relativa.
