E’ ormai passata sull’Italia l’attesa sfuriata temporalesca iniziata sabato sera: abbiamo avuto tanti fenomeni temporaleschi, dei nubifragi e qualche grandinata con colpi di vento anche intensi, ma non si sono verificati fenomeni particolarmente estremi come invece ci si poteva attendere da contrasti termici nettissimi, tanto che in alcune località le temperature sono crollate di circa 15°C in pochissime ore e di oltre 20°C da un giorno all’altro. Evidentemente, però, i bassi strati dell’atmosfera non si sono ancora mai riscaldati a dovere, in questa primavera che procede a singhiozzo, e non abbiamo avuto condizioni per fenomeni eccessivamente violenti.
Le temperature sono crollate, sia sull’Italia che su gran parte d’Europa dove le minime sono scese fin quasi a 0°C in molte zone pianeggianti del continente, mentre continua a far caldo in Spagna con picchi di oltre +30°C nell’altopiano Iberico e addirittura di quasi +40°C nelle zone interne meridionali tra Cordoba e Siviglia. Anche nel sud del Portogallo si sono sfiorati i +40°C, mentre nel nord Africa lungo le coste Mediterranee, da Tunisi ad Algeri, la colonnina di mercurio non ha superato i +25°C. Oltre al freddo in sè, con il ritorno della neve su Alpi e Appennini, ci sta pensando il forte vento ad alimentare la sensazione quasi invernale per il corpo umano, con wind-chill a una cifra, quindi inferiore ai +10°C, anche in molte zone del sud.
Ma la fase fresca e instabile non è finita qui; anzi, in realtà è appena iniziata. Mentre i forti temporali che hanno colpito l’Italia si stanno spostando adesso sui Balcani, dove si verificheranno violenti nubifragi, gli occhi sono tutti puntati su quanto accade nei settori nord/occidentali dell’Europa.
Nelle scorse ore, infatti, un nuovo impulso freddo proveniente dal nord Atlantico ha invaso le isole Britanniche portandosi fin sulla Francia e, quindi, sull’Europa continentale: le immagini satellitari mostrano in modo chiarissimo l’avanzata del fronte freddo da nord/ovest verso sud/est, e l’evoluzione sinottica prevista dalle ECMWF per i prossimi giorni è altrettanto limpida, con l’affondo perturbato fin sui Balcani. L’Italia sarà colpita marginalmente da questa nuova discesa fredda che, però, soprattutto tra mercoledì 16 e giovedì 17 maggio farà nuovamente crollare le temperature, dopo il breve e timido rialzo di martedì 15, portandole su valori ancor più bassi rispetto a quelli di queste ore, tanto che giovedì mattina in pianura Padana potremo avere minime bassissime, addirittura tra +3 e +6°C! Inoltre nella giornata di mercoledì avremo anche fenomeni di maltempo sparsi soprattutto al centro/nord e nelle Regioni del medio/alto Adriatico, quindi al nord/est e sulla dorsale orientale dell’Appennino centro/settentrionale. Non è tutto: soffieranno forti venti di maestrale sul Tirreno e di tramontana sull’Adriatico proprio tra mercoledì e giovedì, determinando un moto ondoso non eccezionale ma comunque significativo tutt’intorno alle Regioni centro/meridionali.
Dopo questa nuova sfuriata perturbata, ci attende una breve tregua nel weekend, tra venerdì 18 e domenica 20 maggio: per tre giorni dovremmo avere ampie schiarite in molte zone d’Italia con temperature in nuovo aumento, ma probabilmente durerà poco, molto poco in quanto si tratterà di un nuovo sbuffo prefronetale rispetto a un nuovo affondo nordico; già domenica le condizioni meteo peggioreranno per l’ennesima volta a partire dal nord/ovest per colpa di una nuova perturbazione Atlantica che poi, nei primi giorni della prossima settimana e in modo particolare tra lunedì 21 e martedì 22 arriverà proprio sul centro/nord Italia con il suo carico di abbondanti piogge che dovrebbero concentrarsi proprio al nord e nelle Regioni Tirreniche, confermando il trend iniziato circa un mese e mezzo fa e che, secondo il meteorologo del Cnr Giampiero Maracchi, durerà a lungo, addirittura fino a luglio!
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