
Torna il maltempo nei prossimi giorni sull’Italia, soprattutto tra sabato, domenica e l’inizio della prossima settimana. Nulla d’eccezionale, ma i cieli del nostro Paese torneranno e popolarsi di nubi sparse, in molte zone scure, minacciose e foriere di precipitazioni a causa di disturbi instabili e freschi provenienti dall’oceano Atlantico, proprio in concomitanza di un’eccezionale ondata di freddo invernale nel nord Europa, tra la penisola Scandinava e le isole Britanniche, dove a partire da venerdì pomeriggio le temperature crolleranno portando, nel weekend, straordinarie nevicate fin in pianura come in pieno inverno!
Sull’Italia avremo piogge sparse e qualche temporale dapprima nelle Regioni settentrionali nella giornata di sabato 5 maggio; domenica il maltempo si estenderà al centro con nubifragi nelle Regioni Tirreniche e soprattutto nel Lazio, con forti rovesci anche sulla capitale, a Roma.
Nei pprimi giorni della prossima settimana l’instabilità insisterà soprattutto al centro/sud e nelle zone interne di Alpi e Appennino, specie nelle ore pomeridiane per termoconvezione.
Molto più incerta, invece, l’evoluzione a medio/lungo termine: cosa succederà dopo il 10 maggio?
Ad oggi, come sempre nelle previsioni a lungo termine, è una grande incognita ma le proiezioni dei principali centri di calcolo sono estreme e discordanti. Il modello americano GFS, infatti, propende per un nuovo affondo Artico nel Mediterraneo con temperature in picchiata, forte maltempo sull’Italia specie tra 12 e 15 maggio e abbondanti nevicate su Alpi e Appennini a quote molto basse per il periodo. Dopotutto basti ricordare i famosi “Santi di ghiaccio” nella tradizione popolare che fa riferimento al brusco abbassamento delle temperature che, secondo le antiche osservazioni dei contadini e pure qualche studio scientifico, molto spesso si verifica in molte aree dell’Europa in corrispondenza della sesta settimana dall’equinozio di primavera e, più precisamente nelle date di 12, 13 e 14 maggio, giorni dedicati rispettivamente a San Pancrazio, San Servazio e San Bonifacio di Tarso.
Questa tradizione popolare è molto diffusa e consolidata soprattutto nell’Europa centro/settentrionale. Un proverbio inglese, infatti, recita così: “colui che tosa la sua pecora prima del giorno di San Servazio, ama la sua lana più della sua pecora“.
Ma a prescindere dalle tradizioni popolari, non tutte le proiezioni sinottiche per il lungo termine concordano con lo scenario prospettato di GFS, nè tantomeno il prestigioso centro britannico Reading che, con il suo ECMWF, vede invece una possente risalita calda proprio nel Mediterraneo centro/occidentale subito dopo il 10 maggio. Sarebbe super-caldo con un vero e proprio antipasto d’estate nella seconda decade del mese, l’Italia sarebbe avvolta in una bolla di caldo tropicale molto umido e con picchi ben superiori ai +30°C.
Per dire come andrà a finire, però, manca davvero ancora tanto …