
Anche sull’Atlantico tropicale si apre ufficialmente la stagione delle tempeste e degli uragani con la nascita di “Alberto”, la prima tropical storm atlantica di questo inizio 2012. “Alberto” si è formato nei giorni scorsi sull’Atlantico tropicale occidentale, nel tratto di oceano antistante le coste sud-orientali degli Stati Uniti d’America. La depressione tropicale si è subito evoluta in tempesta tropicale a nord delle Bahamas, rinvigorendosi ulteriormente a seguito del calore latente rilasciato dalle calde acque superficiali di quel tratto di mare. I venti attorno ad “Alberto” si sono rapidamente intensificati fino a raggiungere gli 80-83 km/h nell’area perturbata, a ridosso del centro depressionario. Attualmente la tempesta tropicale continua a muoversi lentamente verso ovest-sud-ovest al largo della costa della South Carolina, e con una sua banda nuvolosa a spirale ha raggiunto le coste degli States sud-orientali portando piogge e rovesci di pioggia intensi fra la Georgia e il South Carolina. Il radar e le ultime moviole satellitari hanno mostrato che in mattinata la tempesta tropicale, avvicinandosi verso le coste del South Carolina, ha cominciato a perdere parte della sua attività convettiva, con un graduale indebolimento dell’attività temporalesca al suo interno.
L’unico effetto che potrà produrre sulle coste saranno le mareggiate da onda lunga che raggiungeranno i bassi litorali del South e North Carolina, con frangenti alti anche più di 2.0-3.0 metri, determinando delle intense risacche che si potranno estendere fino al sud della VirginiaFortunatamente “Alberto” è una tempesta tropicale piuttosto piccola per riuscire a generare forti tempeste con mareggiate e inondazioni sulle aree costiere degli USA orientali. Nelle ore successive la prima tempesta tropicale atlantica del 2012 raggiungerà una zona con forte “Wind Shear verticale” che dovrebbe essere in grado di distruggere rapidamente una tempesta cosi piccola come Alberto. Entro la giornata di domani “Alberto”, già fortemente indebolito dal “Wind Shear”, sterzerà bruscamente verso nord-est, in direzione del nord Atlantico, venendo agganciato dal richiamo sud-occidentale in quota di un’area di bassa pressione che lo spingerà in mezzo all’oceano.
Dove andrà gradualmente a dissiparsi. “Alberto” è una di quelle 3 tempeste tropicali che si sono formate sull’Atlantico nel mese di Maggio in questi ultimi 31 anni. Fra queste dobbiamo ricordare la tempesta tropicale “Arthur” del 2008 e la tempesta tropicale “Arlene” del 1981. C’era anche una tempesta subtropicale, denominata “Andrea“, che si è formata nel Maggio del 2007. La formazione di questa particolare tempesta sub- tropicale avvenne lungo il confine con un vecchio sistema frontale uscente dagli USA. Oltre ad “Alberto” sul resto dell’Atlantico tropicale la situazione rimane piuttosto tranquilla, in attesa del passaggio di nuove “tropical waves” (perturbazioni tropicali, caratterizzate da nubi convettive, prive di rotazione che si muovono solitamente da est ad ovest nella fascia tropicale) dall’Africa occidentale. Si nota anche la presenza del ramo principale della “Jet Stream sub-tropicale” che direttamente dall’umido bacino dell’Amazzonia si alza verso l’alta troposfera per attraversare tutta la parte centrale dell’Atlantico tropicale e raggiungere l’Africa occidentale, in prossimità del Sahara occidentale e del Marocco, dove spesso si dirama in due tronconi principali che percorrono tutta l’Africa settentrionale e il Mediterraneo.
