
In un articolo pubblicato sulla rivista Science, un gruppo di ricercatori guidato da David Nesvorny del Southwest Research Institute ha svelato l’esistenza di un pianeta in orbita attorno ad una stella simile al Sole. Il pianeta mostra le stesse dimensioni di Saturno, uno dei giganti del nostro Sistema Solare. Grazie alla teoria delle perturbazioni gravitazionali, un complesso metodo di calcolo per valutare gli effetti della gravità, il matematico francese Urbain Le Verrier, oltre 150 anni fa, diede indicazioni sulla posizione di Nettuno, che venne poi confermata da Johann Galle dell’Osservatorio di Berlino. In base agli stessi principi, i moderni telescopi, come la sonda Keplero della NASA, consentono di rilevare pianeti intorno a stelle lontane. In realtà questa non è la prima volta che ciò accade, dal momento che nel 2011 fu ipotizzata la presenza di un altro pianeta, denominato Kepler 19-c, anche in quel caso invisibile. L’astro ha alterato la sequenza del transito del pianeta dello stesso sistema solare, causando dei ritardi rispetto al normale ciclo orbitale. I dati hanno permesso agli astronomi di osservare la stella KOI-872 notando transiti di pianeti con anche due ore di ritardo. Generalmente per 5 minuti di ritardo si potrebbe perdere una cena, um mezzo di viaggio o i biglietti per l’ultimo spettacolo al teatro. Ma quando un pianeta transita con un simile ritardo, gli astronomi brindano, perchè vuol dire che un altro corpo nelle sue vicinanze ancora non conosciuto, altera la sua orbita. L’analisi dei dati ha inoltre permesso di stimare a 57 giorni il periodo in cui il pianeta nascosto orbita attorno alla sua stella. “Se un treno arrivasse in una stazione con due ore di ritardo, ci sarebbe certamente una buona ragione. Dovevamo solo capire quale fosse“, dice Nesvorny.