17 morti, 14mila sfollati, piu’ di 350 feriti di cui alcuni in gravi condizioni. Sono i numeri complessivi a 10 giorni dal primo sisma che ha colpito l’Emilia e dopo 3 scosse di grado superiore a 5 della scala Ritcher che si sono abbattute sul modenese. L’ultima vittima e’ stata l’operaio trovato morto tra le macerie del capannone di Medolla, inizialmente dato per disperso. Nella prima parte della giornata odierna si sono susseguite più di 100 scosse, nei comuni gia’ colpiti ieri, secondo i dati dell’Istituto italiano di geofisica e vulcanologia. La scossa piu’ forte e’ avvenuta esattamente alle 08:00 e ha avuto magnitudo 3.8. L’epicentro e’ stato localizzato tra i comuni di San Felice sul Panaro, Mirandola e Cavezzo. L’ultima scossa di magnitudo 3.2 è stata alle 14:01. La terra continua inesorabilmente a tremare, e la popoazione emiliana sta consumando tutte le scorte farmaceutiche di ansiolitici soprattutto per superare la notte.

La procura di Modena ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e lesioni colpose sui crolli causati dal terremoto, che hanno causato la morte di numerosi operai. L’inchiesta, che allo stato non vede indagati, e’ stata affidata dal procuratore capo Vito Zincani ai magistrati Luca Guerzoni e Mariangela Sighicelli e si focalizzera’ sulle cause che hanno portato al collasso dei capannoni nella aree piu’ colpite, per accertare se sono state rispettate le norme antisismiche e se ci siano state negligenze nella progettazione degli edifici.
Il premier, Mario Monti, ha deciso di rimanere a Roma anche domani e non partecipare a due conferenze in programma a Bruxelles. Anche Papa Benedetto XVI ha auspicato che: “con l’aiuto di tutti e la solidarieta’ dell’intera nazione possa riprendere al piu’ presto la vita normale in quelle terre cosi’ duramente provate“.
