
Il forte terremoto che stamani, poco prima dell’alba, ha scosso tutta la pianura della bassa Emilia, in particolare l’area al confine fra le province di Ferrara e Modena, ha provocato danni piuttosto ingenti. Nel comune di Sant’Agostino, nel ferrarese, è crollato un grande impianto fotovoltaico installato su un capannone, nel quale erano conservati degli attrezzi agricoli e dei macchinari appartenenti a un membro locale della giunta della Coldiretti di Ferrara. Il paese di Sant’Agostino è ubicato nei pressi dell’alveo del fiume Reno, che poggia su un terreno sabbioso di tipo fluviale. Proprio per questa sua particolare caratteristica è stato uno dei più danneggiati dal terremoto. Il suolo alluvionale ha difatti “amplificato” lo scuotimento del terreno, rendendo l’evento tellurico ancora più distruttivo. Durante la scossa principale delle 04:04, di magnitudo 5.9 Richter, pare che la falda acquifera si sia alzata, facendo traboccare l’acqua fuori dai pozzetti. Il forte movimento sussultorio generato dall’intenso terremoto sarebbe riuscito a spostare verso l’alto la falda acquifera.