
Il Fondo Edifici di Culto (istituito dalla legge 20 maggio 1985 numero 222) e’ un ente dotato di personalita’ giuridica. L’origine del suo patrimonio deriva alle leggi della seconda meta’ del 1800 con le quali lo Stato italiano si approprio’ di gran parte dei beni della Chiesa cattolica. E’ amministrato dal ministero dell’Interno attraverso la Direzione centrale compertente affiancata da un apposito Consiglio di Amministrazione. A livello provinciale e’ amministrato dai prefetti. Il fine istituzionale del Fondo Edifici di Culto e’ costituito dalla conservazione e dalla valorizzazione delle chiese di proprieta’. L’origine del patrimonio risale alla soppressione delle Corporazioni Religiose avvenute con le famose leggi di eversione dell’asse ecclesiastico nella seconda meta’ dell’800. Si tratta di leggi che hanno disciplinato la destinazione di tutti i beni mobili ed immobili di proprieta’ dell’asse ecclesiastico, che sono stati in gran parte acquisiti dallo Stato italiano. L’eversione fu la risposta dello Stato alla grave crisi finanziaria causata dalla terza guerra di indipendenza (la prima legge fu approvata quattro giorni dopo la sconfitta di Custoza), a causa della quale il disavanzo piombo’ a 721 milioni, cifra mai toccata prima. Le leggi eversive facevano inoltre parte di una politica apertamente anticlericale, gia’ delineata con le leggi Siccardi.
Queste le chiese che in Emilia Romagna appartenengono al Fondo Edifici di Culto: a Bologna S. Maria dei Servi, Corpus Domini, S. Salvatore, S. Giacomo Maggiore, S. Maria o Madonna di Galliera, S. Domenico Maggiore. Nella provincia di Bologna, a Imola, S. Stefano. In provincia di Ferrara, a Cento S. Pietro ed a Comacchio S. Maria in Aula Regia. A Ferrara, Corpus Domini, S. Francesco, SS. Giuseppe Tecla e Rita, S. Lucia. A Parma la Chiesa delle Cappuccine Nuove detta S.Maria degli Angeli. In provincia di Parma, a Fontanellato, la Chiesa della vergine del Rosario. In provincia di Ravenna, a Bagnacavallo S. Francesco d’Assisi, a Faenza S. Francesco e S. Maria del Carmine, a Lugo la Chiesa del Carmine. In provincia di Reggio Emilia, a Correggio, S. Francesco. In provincia di Modena, a Carpi, la Chiesa delle Clarisse.
Terremoto Emilia Romagna, danneggiate anche le chiese del fondo che fa capo al Viminale
