“Subito provvedimenti per cittadini e imprese, stanziamenti straordinari e verifiche gia’ in atto in edifici e scuole: siamo profondamente colpiti ma non in ginocchio“. E’ quanto ha chiarito il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani parlando del terremoto nell’aula di Viale Aldo Moro. “La macchina dell’emergenza ha funzionato da subito con efficienza e la popolazione sta reagendo con grandissima dignita’, manifestando la voglia di riprendere subito le proprie attivita’, la vita di tutti i giorni” ha aggiunto Errani, rimarcando che “questa e’ un’emergenza nazionale ed e’ giusto e corretto che insieme alla nostra regione l’intero Paese si faccia carico della solidarieta’, anche in un momento di difficolta’ della nostra finanza pubblica“. “Adesso – ha confermato inoltre inoltre il presidente – siamo molto impegnati sulle verifiche relative ai danni, in primo luogo alle scuole, alle abitazioni e alle imprese di ogni settore, ai beni culturali e religiosi per i quali e’ essenziale il ruolo della sovrintendenza che, il ministro mi ha assicurato, sara’ rafforzata“. Tuttavia, secondo Errani, “occorre un provvedimento di sospensione in tempi rapidi relativamente a tutti i pagamenti per le case e le imprese lesionate“. La Regione, sta facendo “uno sforzo straordinario anche in relazione all’assestamento di bilancio e impieghera’ proprie risorse” ma ha ripetuto Errani “chiediamo che il Governo faccia altrettanto, mentre proviamo a costituire un fondo per cui e’ stata trovata una risposta positiva dal sistema bancario, perche’ si possano fare investimenti che consentano alle imprese di ripartire subito con la produzione“. L’obiettivo ora e’ dunque “riattivare subito e ricostruire: garantire ammortizzatori ordinari e in deroga per assicurare che nessuno viva un’emergenza nell’emergenza“. Venerdi’ pomeriggio su questo tema si riunira’ in Regione un tavolo con le forze imprenditoriali e sociali, per provare a costruire un provvedimento straordinario che vada appunto in questa direzione.

Cinque istituti scolastici superiori dichiarati inagibili, danni per almeno 5 milioni e mezzo di euro, lavori di ripristino della durata di quattro-sei mesi. E’ il bilancio delle conseguenze che il terremoto ha causato sugli edifici scolastici in carico alla Provincia di Modena a Finale Emilia e Mirandola. Domenica stessa i tecnici della Provincia hanno completato i sopralluoghi tecnici in tutti i 48 plessi scolastici di competenza. Le situazioni piu’ complesse sono concentrate nell’area nord del territorio, in particolare a Finale Emilia, dove sono stati immediatamente dichiarati inagibili sia l’Ita Calvi che il liceo scientifico Morandi, e a Mirandola, con provvedimento analogo per Iti Galilei, Iti Luosi e liceo classico Pico. I danni sono diffusi sia alle strutture portanti sia a quelle secondarie, impiantistica e arredi. Per questo motivo “non e’ ipotizzabile il rientro in aula a breve degli studenti. Ci impegniamo pero’ a garantire il ripristino delle strutture di Finale e Mirandola lesionate dal sisma in tempo utile per l’avvio del nuovo anno scolastico, a settembre” ha spiegato il presidente della Provincia Emilio Sabattini. Nel frattempo si stanno studiando le soluzioni che consentano lo svolgimento degli scrutini e degli esami di maturita’ in sedi alternative. Complessivamente, i 5 istituti ospitano 3.460 studenti, suddivisi in 158 classi. Di questi, circa 600 dovranno affrontare nel mese di giugno gli esami di Stato.
Solo nella provincia di Mantova ammontano a oltre 80 milioni di euro i danni a causa del terremoto di sabato notte, secondo le ultime stime della Coldiretti Lombarda, dopo che l’associazione ha compiuto delle rilevazioni presso i produttori di Grana e Parmigiano. Domani, spiega Giovanni Benedetti, direttore della Coldiretti Lombardia “l’assessore regionale all’Agricoltura Giulio De Capitani fara’ un sopralluogo nel Mantovano presso alcuni dei caseifici colpiti dal sisma: la Latteria Sociale Mantovana di Porto Mantovano, la Latteria Venera Vecchia di Gonzaga e i Magazzini Generali di Pegognaga“. Intanto si delinea il piano di richieste a governo e banche che l’associazione del coltivatori diretti sta mettendo a punto. I punti principali sono: moratoria fiscale per le aziende e i caseifici colpiti dal sisma, sospensione dei pagamenti Imu e Iva, congelamento del versamento delle rate sui mutui bancari, richiesta di fondi europei per intervenire nella ricostruzione o nella riparazione dei fabbricati, ritiro delle forme di grana e parmigiano danneggiate nella caduta dai ripiani di stagionatura e non piu’ commerciabili presso i canali di vendita tradizionali. Sono gia’ in corso contatti sia con il governo che con le banche, secondo Benedetti: ”per quanto riguarda la moratoria fiscale il governo sembra propenso a muoversi in tal senso per evitare il tracollo di aziende che rappresentano, solo nel Mantovano, decine di posti di lavoro. I contatti con le banche sono partiti da oltre 48 ore e molte si sono gia’ dette disponibili a partecipare alle operazioni di soccorso finanziario con una prima sospensione dei pagamenti in essere. Adesso -conclude- si attendono le risposte degli altri istituti interpellati“.
Sono attivi, da oggi, mercoledi’ 23 maggio, gli Uffici Postali mobili nei comuni di Sant’Agostino (Fe), San Felice Panaro (Mo), San Giacomo Roncole (Mo), Finale Emilia (Mo). Da domani l’Ufficio Postale mobile sara’ operativo anche a Mirandola (Mo). Lo informa Poste Italiane annunciando il servizio attivato nelle aree colpite dal sisma. Gli Uffici Postali mobili, spiega Poste, sono dotati di due sportelli, uno dei quali accessibile anche ai portatori di handicap. Attraverso gli Uffici Postali mobili, Poste Italiane garantisce l’accesso a tutti i suoi servizi, tra cui la disponibilita’ di contante, il pagamento delle pensioni e l’incasso dei vaglia postali. Per maggiori informazioni e’ disponibile il numero verde 803.160.
