
Sono in corso le ricognizioni sui danni al patrimonio artistico, architettonico ed archeologico delle areee colpite dal terremoto: tutte le strutture del Mibac sul territorio sono impegnate, insieme a Protezione Civile, Vigili del Fuoco, e Carabinieri, nella seconda fase di verifiche. Gia’ ieri, spiegano all’Adnkronos dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, “tutte le energie disponibili sono state impegnate per la verifica di urgenza delle strutture, della loro agibilita'”. in questa logica sono stati chiusi ieri i tre musei statali di Ferrara, la Pinacoteca Nazionale, il Museo Archeologico e la Casa Romei, per motivi precauzionali. Oggi inizia la verifica puntuale dei danni e, dove possibile, degli interventi da compiere, e “saranno compilate vere e proprie schede con l’indicazione delle priorita’ d’intervento“, anche con lo scopo di arrivare “a quantificare le risorse necessarie, i fondi per la messa in sicurezza“. Per tragica coincidenza si sarebbe dovuto tenere domani a Bologna, nell’Oratorio San Filippo Neri, un convegno proprio su manutenzione e restauro dei centri storici, che e’ stato ovviamente rinviato a data da destinarsi. Tutto mobilitato il personale delle Soprintendenze per i beni architettonici e paesaggistici dell’area colpita. Il direttore della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna, Filippo Maria Gambari, sottolinea che “la ricognizione e’ stata avviata da subito, in particolare sul Museo Archeologico di Ferrara dove e’ stato verificato il danneggiamento, per fortuna limitato, di un certo numero di reperti sbalzati dai loro sostegni. I danni sono lievi e saranno ovviabili in tempi rapidi dai nostri restauratori. Da decidere, invece, l’agibilita’ del museo, comunque oggi chiuso come ogni lunedi’. Sono comparse alcune crepe ed i tecnici stanno verificando gli eventuali danni strutturali, non siamo ancora in condizione di decidere se il museo potra’ essere riaperto domani. Ci sono poi alcuni siti, presso comuni colpiti dal terremoto in cui si trovano in deposito collezioni di materiale archelogico di proprieta’ statatale, in particolare a Mirandola e San Felice sul Panaro, stiamo verificando se vi siano stati danneggiamenti“.