
Si moltiplicano le ‘zone rosse’ nei tanti centri storici dei piccoli comuni a cavallo fra le province di Modena e Ferrara colpiti dal terremoto di ieri. Mirandola, Massa Finalese, San Felice, Sant’Agostino, Finale Emilia, sono solo alcuni di questi. Chiusure rese necessarie dai ripetuti crolli dei palazzi piu’ antichi. A Sant’Agostino, in provincia di Ferrara, si e’ aperta una voragine di venti metri sulla facciata laterale del municipio e le continue scosse provocano ancora crolli. Stesso problema a Finale dove con la scossa di ieri pomeriggio e’ venuta giu’ una torre. A Massa finalese il centro e’ stato chiuso al traffico bloccando cosi’ la strada per Mirandola. I cittadini dei centri storici sono stati trasferiti nei centri di accoglienza allestiti in tutti i palazzetti dello sport nei comuni piu’ grandi o nei molti alberghi della zona.
Nei paesi vicini all’epicentro del terremoto che ha colpito l’Emilia, stamattina tutta l’attivita’ commerciale al dettaglio e’ ferma. Gli unici bar dove sia la popolazione locale che le forze dell’ordine, che i volontari e anche gli stessi operatori dei media possono consumare una bevanda calda, sono due bar gestiti da immigrati cinesi, uno situato alle porte del centro storico di Finale Emilia l’altro proprio di fronte al Palazzo Municipale gravemente danneggiato a Sant’Agostino. Oltre alla normale attivita’ di bar caffetteria, sia a Finale che a Sant’Agostino i gestori dei due bar offrono la possibilita’ agli avventori di rifornirsi anche di bottiglie di acqua minerale e generi alimentari di prima necessita’ come pane, latte e uova.