
Dopo il disastro nella centrale nucleare giapponese di Fukushima, tonni pinna blu radioattivi sono approdati sulle coste americane attraversando il Pacifico dal Giappone. Hanno viaggiato per oltre novemila chilometri. Secondo gli scienziati e’ la prima volta che un pesce migratore di simili dimensioni (puo’ arrivare a tre metri di lunghezza e 450 kg di peso) riesce a trasportare radioattivita’ per una tale distanza. I livelli di cesio radioattivo riscontrati dalla National Academy of Sciences nei tonni in questione sono di dieci volte superiori a quelli rilevati sui tonni a largo delle coste della California lo scorso anno. Dopo il terremoto in Giappone nel marzo del 2011, ci sono stati casi in cui piccoli pesci e plancton sono risultati radioattivi ma gli esperti non si aspettavano che tracce radioattive rimanessero in pesci di grosse dimensioni, che sono in grado di metabolizzare e smaltire sostanze radioattive. Le autorita’ giapponesi e americane hanno comunque assicurato che, nonostante i livelli di radioattivita’ riscontrati siano superiori alla norma, i tonni pinna blu in arrivo dal Giappone sono ancora ben lontani dal rappresentare un rischio per la salute dei consumatori. Frattanto, i ricercatori si preparano a studiare gli effetti della radioattivita’ su un numero maggiore di tonni, in particolare quelli che hanno viaggiato in acque contaminate per periodi prolungati. Lo scopo e’ di scoprire quanto il fattore temporale influira’ sulla presenza di radiazioni. Ora che si sa che anche i tonni pinna blu possono trasportare radiazioni, si cerchera’ di tracciare anche altre specie migratorie, come tartarughe marine, squali e uccelli marini.
