Il Wwf esprime in una nota il proprio sconcerto per la strage di circa cento rapaci compiuta a Reggio Calabria da alcuni bracconieri e plaude all`operazione del Corpo Forestale dello Stato, che cerca di reprimere il bracconaggio ancora fortemente radicato in alcune zone dell`area dello Stretto. “E` assurdo che dopo 30 anni di battaglie – spiega l’associazione ambientalista in una nota – questo fenomeno ancora non sembri placarsi. Da ormai 35 anni la legge protegge questi splendidi animali che affrontano voli di diverse migliaia di chilometri dall`Africa verso l`Europa per riprodursi”. “Nonostante questo divieto – dichiara Anna Giordano, Responsabile Policy Rete Natura 2000 – c`è ancora chi, anzichè lasciare il fucile e prendere il binocolo per avvistare questi rapaci in migrazione come è avvenuto sul versante siciliano dello Stretto con il campo antibracconaggio, si ostina invece a fermare per sempre il loro volo”. Il Wwf Italia ricorda che lo Stretto di Messina è una rotta migratoria d`importanza internazionale tutelata dall`Unione Europea. Sono 38 le specie di rapaci censite ad oggi e per due di esse, minacciate a livello globale, è la rotta migratoria più importante al mondo in primavera: l`albanella pallida e il grillaio. Sono in media più di 40mila i rapaci censiti ogni anno nell`ambito del `Campo Internazionale per lo Studio e la Protezione dei Rapaci e delle Cicogne`, promosso da WWF, MAN e NABU in occasione della tradizionale migrazione dei rapaci dall`Africa all`Europa, in corso in questi giorni e nato proprio per arginare il bracconaggio sulla sponda siciliana dello Stretto di Messina: un fenomeno qui quasi del tutto scomparso dopo 29 anni di intensa attività e di collaborazione con le forze dell`ordine, in particolare con il Corpo Forestale Regionale, Carabienieri e Finanza.