Come previsto il caldo pre-monsonico che interessa l’intera area indo-pakistana si sta facendo sempre più feroce, soprattutto nel settore interno pakistano, dove il sole prossimo allo “Zenit”, il prevalente regime anticiclonico in quota, la debole ventilazione e l’aria molto secca nei bassi strati inaspriscono notevolmente la gran calura. Nei giorni scorsi diverse località hanno sfondato il muro dei +48° +49°, avvicinandosi pericolosamente ai fatidici +50° all’ombra. Le località dove si è attivata la “fornace” sono sempre le stesse, quelle penalizzate dall’orografia, spesso ubicate in profonde valli interne o canyon che le proteggono dai principali flussi eolici che si attivano sul territorio arido e semi-desertico del territorio pakistano. Lo scorso giovedì 31 Maggio la colonnina di mercurio, sotto il cocente sole tropicale, è riuscita a sfondare la soglia dei +49.5°, a soli 0.5° dai +50°. I +49.5° sono stati stabiliti dalle stazioni di Larkana e nel sito archeologico di Moen Jo Daro, le località, assieme alla città di Sibi, fra le più calde di tutta l’Asia e il mondo. Ricordiamo che Moen Jo Daro è la detentrice del record di caldo asiatico assoluto e del secondo valore termico più alto al mondo, con gli storici +53.5° stabiliti il 26 maggio 2010, quando Sibi si attestò sui +53.0°.
Una massima di ben +49.0° è stata toccata pure nella città di Bhakkar, nel centro-sud del Pakistan, qui il caldo è stato davvero molto fastidioso, creando non pochi problemi alle popolazioni locali che in queste zone possono ripararsi solo con grandi ventilatori, visto l’assenza di impianti di aria condizionata. Ma giovedì 31 Maggio il caldo si è avvertito un po’ su tutto il Pakistan e l’India settentrionale, con diffusi valori sopra i +47° +48°. Rimanendo in territorio pakistano ricordiamo questi valori di massima; Rohri, Sukkur e Turbat +48.5°, Dadu +48.2 °, Noorpur Thal +48.2 °, Pad Idan e Sargodha +47.5 °, mentre Bahawalpur, D.G.Khan e Sibi hanno lambito i +47.0 °. Da notare come nella città di Sibi, in Belucistan, l’umidità relativa sia salita fino ai 40 % rendendo l’atmosfera ancora più soffocante e insopportabile per le popolazioni locali, ben abituate al grande caldo di questo periodo dell’anno, ma certo ai valori cosi eccessivi di questi giorni. L’intensa ondata di calore sta investendo in modo deciso e continuato il Pakistan centro-meridionale, in particolare le regioni lungo il confine con l’India occidentale.
Nella parte più settentrionale del paese asiatico, pur tenendo in considerazione il fattore dell’altitudine che va gradualmente a crescere man mano che si procede verso settentrione, la calura fino ad ora è risultata più attenuata a causa della ritardata salita di latitudine del ramo principale della “Jet Stream sub-tropicale” che dalla penisola Arabica, attraversando l’Iraq, il nord dell’Iran, l’Afghanistan, scorre sopra il nord del Pakistan, l’altopiano tibetano e il sud della Cina. Il transito del ramo principale della “corrente a getto” sopra il nord del Pakistan impedisce l’avanzata verso latitudini più settentrionali dell’anticiclone sub-tropicale che domina sull’area medio-orientale, l’Iran e il Pakistan meridionale, consentendo uno spostamento verso nord dell’umido flusso monsonico sud-occidentale che comincia a spingere verso le coste dell‘India meridionale e occidentale. In più il transito della “Jet Stream” in quota, sopra il bordo settentrionale della grande onda semi/permanente di calore insistente sulla regione indo-pakistana, agevola lo sviluppo dell’attività termoconvettiva sui rilievi del nord dell’Afghanistan, del Pakistan, sull’Himalaya occidentale e sull’altopiano tibetano interno, dove si sviluppano degli annuvolamenti cumuliformi che nelle ore serali e notturne producono delle piogge, rovesci e pure dei temporali, con scariche elettriche. In questi ultimi giorni dei temporali di calore hanno interessato pure Islamabad e la città di Lahore fra la serata e le ore notturne. Queste condizioni sono riuscite in parte ad attenuare la calura. Nella capitale Islamabad la colonnina di mercurio lo scorso giovedì 31 Maggio si è portata a soli +42°. Ma in altre località i +40° si sono superati per poco. Nei prossimi giorni il caldo continuerà a battere ancora con forza tra Pakistan e India occidentale, con picchi sui +48° +49°.
Intanto il Monsone rischia di raggiungere l’India in ritardo rispetto alla normale tabella di marcia
Intanto sull’oceano Indiano settentrionale e attorno le coste dell’Africa orientale e del Corno d’Africa il flusso monsonico di SO comincia ad intensificarsi sensibilmente, divenendo già forte in prossimità della costa somala settentrionale e del mar Arabico occidentale, dove gli intensi venti da SO e O-SO continuano a soffiare senza sosta. L’intenso riscaldamento dell’area indo-pakistana e il calo dei valori barici al suolo stanno già favorendo la formazione di una vasta depressione termica che prende sempre più forma sulle pianure del Gange e nel nord dell’India, con valori che scendono sotto i 995 hpa.
Questo crollo della pressione atmosferica, in prossimità del suolo, sta creando un importante “gradiente barico orizzontale” fra l’oceano Indiano settentrionale, il Corno d’Africa e le coste dell’Asia meridionale, che sta causando una rapida intensificazione del flusso monsonico sud-occidentale che dall’oceano Indiano nord-occidentale e dal mare Arabico tende a dirigersi verso le coste meridionali pakistane e l’India occidentale. Nei prossimi giorni il flusso monsonico sud-occidentale si intensificherà notevolmente in prossimità delle coste della Somalia settentrionale, l’isola di Socotra e lo specchio di mare ad ovest delle coste dell’India sud-occidentale, dove soffieranno intensi venti da SO e O-SO (getto somalo) che assumeranno carattere di burrasca in mare aperto. I venti intensi però rimarranno ancora in mare aperto, in attesa dell’ulteriore spostamento verso nord dell’ITCZ che viene temporaneamente bloccato dal basso posizionamento della “Jet Stream” fra Medio Oriente e altopiano tibetano. Una condizione che potrebbe determinare un ritardo dell’entrata del Monsone sul sub-continente indiano.
