Emergenza incendi in Colorado, Obama: “in campo tutti i nostri mezzi”

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è recato ieri a Colorado Springs per constatare di persona i danni provocati dal gigantesco incendio che ha fatto due morti, distruggendo 350 abitazioni e costringendo all’evacuazione di circa 36.000 persone. “Che siano gli incendi in Colorado o le inondazioni nel nord della Florida, quando accadono disastri naturali come questi, l’America si unisce. Dobbiamo essere sicuri che possiamo contare gli uni sugli altri”, ha detto Obama nel suo discorso di incoraggiamento ai vigili del fuoco che lottano contro le fiamme. Obama si è recato nelle aree interessate dall’evacuazione. “La popolazione è stata colpita al cuore”, ha commentato, elogiando il lavoro dei pompieri come quello di “veri eroi”. “Stiamo mettendo in opera tutti i mezzi a nostra disposizione per far fronte a uno degli incendi più vasti tra quelli conosciuti in Colorado”, ha aggiunto l’inquilino della Casa Bianca. Il presidente Usa ha dichiarato ieri “lo stato di grave catastrofe” in Colorado. Epicentro delle fiamme, Colorado Springs. Ieri pomeriggio, il sindaco della città Steve Bach ha dichiarato che gli incendi avevano devastato 346 case, mentre 7mila 500 ettari di vegetazione sono già andati in fumo. L’incendio, chiamato ‘Waldo Canyon Fire’, ha investito martedì sera Colorado Springs, seconda città dello Stato che si trova a un centinaio di chilometri a sud della capitale Denver. La siccità e le elevate temperature, quasi 40 gradi all’ombra in alcune aree da giorni, hanno peggiorato la situazione.