
Gli osservatori di Greenpeace sul posto confermano che al momento non ci sono perdite di carburante o altri fluidi in mare. Sulla causa dell’incidente, si sospetta che i marinai a bordo dormissero usando il sistema di navigazione satellitare, “dimenticandosi”, però, della presenza dell’Isola d’Elba tra Marina di Carrara e l’Algeria. Insomma, l’ennesimo errore umano.
“Lo scorso ottobre le regioni Liguria e Toscana avevano promesso a Greenpeace un tavolo tecnico per discutere di misure concrete a tutela del Santuario dei Cetacei. Si tratta dell”ennesima promessa da marinaio fatta da chi protegge il mare solo a parole. Ad oggi, infatti, nessun tavolo e l’ennesima tragedia. – ricorda Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace – Le tecnologie per controllare il traffico marittimo ci sono, ma si sta perdendo troppo tempo”.
Greenpeace chiede con forza alle Regioni che si affacciano sull’area e al ministero dell’Ambiente di attivare un percorso serio e puntuale per la tutela del Santuario che, ad oggi, rimane una scatola vuota. Gli incidenti di questi mesi dimostrano chiaramente quanto il livello di rischio che corre una delle aree marine più delicate dei nostri mari sia elevato, e la necessità di agire in tempi brevi senza ulteriori rinvii.
Greenpeace ha già offerto al Comune di Marciana, nel cui territorio è accaduto l’incidente, la propria disponibilità a effettuare una valutazione degli eventuali danni ambientali. Si spera che tali danni restino contenuti all’impatto sul fondale e che siano esclusi nella prossima, delicata, fase di rimozione del relitto.
