Improvvise inondazioni colpiscono il Galles, oltre mille evacuati. Ma le alluvioni sono così rare nel Regno Unito?

Ecco le prime ripercussioni della ripresa dell’umido flusso zonale atlantico dopo un lungo periodo dominato dagli scambi meridiani. Nelle ultime 24 ore una intensa ondata di maltempo ha colpito il Galles, causando gravi inondazioni e allagamenti in diverse aree, a seguito di piogge forti e persistenti. Le piogge intense sono state apportate da un complesso sistema depressionario, di origine atlantica, che attualmente si trova collocato, con un minimo barico sui 1001 hpa, attorno le coste della Bretagna. L’area depressionaria ha spinto degli impulsi di aria molto umida e tiepida verso il Galles e il sud dell’Inghilterra, determinando intense precipitazioni che si sono concentrate proprio sul Galles. I villaggi di Ceredigion sono stati inondati da 1.5 metri di acqua, mentre il fiume che scorre dalle parti di Aberystwyth ha raggiunto si è notevolmente gonfiato raggiungendo picchi prossimi ai record. Le zone più colpite sono quelle di Talybont, Dol-y-Bont, Llandre e Penrhyncoc. Le inondazioni hanno sommerso pure un campeggio che è stato tempestivamente evacuato, con numerosi salvataggi grazie all’utilizzo di diversi elicotteri. Sarebbero almeno 1000 le persone che sono state evacuate. Nelle operazioni di soccorso hanno preso parte circa 100 vigili del fuoco, così come altri servizi di emergenza.

Tre persone hanno ricevuto cure dopo aver subito lesioni non gravi. Molte strade sono state chiuse, perché coperte dall’acqua e dai detriti. Anche se il tempo è migliorato, il livello dell’acqua dovrebbe salire leggermente nel pomeriggio. Le precipitazioni sono state talmente intense, tanto che nel giro di 24 ore è caduta l’acqua che normalmente cade nel mese di Giugno. Quello che colpisce è proprio questo, l’intensità della precipitazione caduta in cosi poco tempo. Eventi alluvionali del genere in realtà non sono cosi rari nel Regno Unito. Infatti proprio in questo periodo dell’anno, quando si realizzano intensi richiami umidi oceanici sud-occidentali (aria tiepida d’estrazione sub-tropicale), attivati da profondi cicloni extratropicali che vanno ad organizzarsi in pieno Atlantico, si possono verificare forti precipitazioni che possono dare origini ad improvvisi “flash flood”.

Capita spesso nel Cumberland, contea storica nel nord-ovest dell’Inghilterra, dove gli umidissimi venti da O-SO e da SO, che provengono dalle latitudini sub-tropicali atlantiche (nell’area dove normalmente agisce l’anticiclone delle Azzorre), raggiungono le coste irlandesi e inglesi con un grande carico di umidità. La presenza di rilievi, alti più di 1000 metri nel vicino retroterra, come i monti del Cumberland, costringe le masse d’aria umide a sollevarsi verso l’alto, raffreddandosi e agevolando la formazione di annuvolamenti che danno origine a piogge intense e persistenti (“stau”). Inoltre, più meridionale è l’origine dei flussi pre-frontali che interessano le isole Britanniche, maggiori saranno le probabilità di vedere precipitazioni molto intense e capaci di determinare allagamenti e inondazioni nelle aree maggiormente esposte dal punto di vista orografico (più calda è la massa d‘aria e maggiori quantità di vapore acqueo potrà conservare). Il grosso del maltempo per fortuna è alle spalle, ma durante l’inizio della nuova settimana il transito di altre perturbazioni e sistemi frontali, provenienti dall’Atlantico, causerà nuove precipitazioni sparse che comunque non dovrebbero raggiungere intensità cosi rilevanti. “C’è un tributo enorme per i servizi di emergenza, che sono entrati in azione così in fretta”, ha detto a BBC Radio Wales ” un portavoce di Downing Street. “E ‘un miracolo che nessuno ha perso la vita.”, ha detto il primo ministro inglese David Cameron, parlando con il Primo Ministro Carwyn Jones e il gallese Segretario Cheryl Gillan sulle inondazioni. Lo stesso primo ministro “ha offerto il suo pieno appoggio a tutti coloro che sono colpiti dal clima estremo”.