
L’isola vulcanica di Manam nel Mare di Bismarck, situata a 13 chilometri al largo della costa settentrionale della Papua Nuova Guinea, ospita uno dei vulcani più attivi del paese. La radio locale ha parlato di una serie di eruzioni, emanando una serie di avvisi per la popolazione locale. Le prese d’aria vulcaniche brillano nella notte, mentre varie esplosioni nei crateri possono essere udite ad oltre 15 chilometri di distanza. Ima Itakarai, vicedirettore dell’osservatorio Rabaul di vulcanologia, ha affermato che la possibilità di una grande esplosione non può essere esclusa, ma che non è imminente. Il vulcano ha già causato dei decessi negli ultimi 10 anni. Quattro grandi valli radiali si estendono dalla cima conica posta a 1807 metri s.l.m. lungo i suoi fianchi. Queste valli “valanga”, regolarmente distanziate di novanta gradi l’una dall’altra, rappresentano dei canali per i flussi piroclastici e per i lahar che hanno talvolta raggiunto la costa. Rappresentano le aree più a rischio durante le eruzioni, e, quando l’isola era abitata (sino al 2004), sono state generalmente le prime aree ad essere evacuate durante l’intensa attività. Sulla sua sommità sono presenti due crateri attivi, anche se la maggior parte delle eruzioni storiche hanno avuto origine dal cratere sud, concentrando i prodotti eruttivi durante gran parte del secolo scorso nella valle di S/E. Dal 1616 sono state registrate frequenti eruzioni, in genere di lieve o moderata scala. Occasionali eruzioni più intense invece hanno prodotto flussi piroclastici e colate laviche che hanno raggiunto le aree costiere sino al mare, a volte andando ad impattare su zone popolate.
