
Nel numero del 28 Giugno della rivista Nature, un gruppo di ricercatori mette in guardia sugli effetti imprevisti che potrebbero apportare gli interventi di geoingegneria per alleviare la mancanza di ossigeno nei fondali del Mar Baltico, dove circa 60 mila Km quadrati ne sono interessati nell’ultimo decennio. Diversi progetti di questo settore sono in fase di sviluppo, ma Daniel Conley, un ricercatore dell’Università di Lund, afferma che “tali misure di risanamento radicali promettono miglioramenti impressionanti della qualità dell’acqua su scale temporali brevi, sono popolari e politicamente attraenti, ma sono anche potenzialmente pericolosi”. Eppure sembra che questo non preoccupi più di tanto. L’Agenzia svedese per le risorse idriche e marine ha annunciato un piano per costruire una sorta di turbina con energia eolica nel Baltico meridionale. Si tratta di un cambiamento significativo atto a ridurre le sostanze nutrienti nel Mar Baltico. “Siamo sulla via di un ecosistema marino sano. Abbiamo conoscenze scientifiche, un monitoraggio attivo, un programma di valutazione e organizzazioni politiche in atto, come HELCOM, e sono molti i paesi che hanno concordato obiettivi di riduzione delle sostanze nutritive nel piano d’azione per il Mar Baltico”, dice Daniel Conley. “I paesi di tutto il Mar Baltico devono immediatamente attuare le riduzioni nazionali per le sostanze nutritive che sono state concordate nel piano d’azione per il Mar Baltico. Se le azioni fossero ulteriormente rinviate, la situazione nel Mar Baltico continuerà a peggiorare”, conclude il ricercatore.