La prima ondata di freddo polare in Sud-America porta la neve su alcune città argentine, fiocchi pure sui quartieri di Buenos Aires e venti di tempesta sulla Terra del Fuoco

L'intensa avvezione fredda in sud-america; mappa a cura dell'Istituto di Meteorologia Brasiliano

La prima intensa avvezione fredda antartica nei giorni scorsi ha colpito l’America meridionale, in particolare il Cile meridionale e l’Argentina, dove i forti e freddi venti, da O-SO e SO, oltre a causare un drastico calo dei valori termici, hanno portato le prime nevicate invernali fino a bassa quota. Il flusso freddo, d’estrazione sub-antartico marittimo, ha portato fitte nevicate e rovesci di gragnola fino alle zone costiere dell’estrema punta meridionale cilena e sulla Terra del Fuoco. La neve ha coperto la città di Ushuia, la più meridionale del pianeta, dove sono caduti diversi centimetri di manto bianco. Si è trattato della prima intensa nevicata del 2012. L’intensa ondata di freddo, proveniente dalle coste antartiche, è stata accompagnata da impetuosi venti da SO e O-SO che hanno investito il Cile meridionale e la Terra del Fuoco, dove si sono realizzate delle vere e proprie bufere invernali, con raffiche che hanno superato i 90 km/h, mentre nella Terra del Fuoco e nella zona di Capo Horn, affacciata sullo stretto di Drake (uno dei tratti di mare più tempestosi del pianeta visto l‘insistenza delle “Westerlies“ e la totale assenza di terre emerse che fanno da ostacolo), i potenti venti da SO hanno oltrepassato la soglia dei 100-110 km/h, con raffiche ben superiori. Le forti burrasche di vento da SO sono state attivate da una ampia e profonda circolazione depressionaria, a carattere freddo, posizionata con un minimo barico che è sceso sotto i 970 hpa (talmente profondo da inasprire un fitto gradiente) nel tratto di Atlantico meridionale a largo delle coste argentine centrali.

La struttura ciclonica è stata coadiuvata in quota, nella libera atmosfera (500 hpa), da una intensa saccatura di matrice antartica che dai mari sub-antartici si è estesa fino al nord dell’Argentina, l’Uruguay e il Brasile meridionale, con una marcata curvatura ciclonica in seno al ramo principale della “Jet Stream”. L’area depressionaria sub-polare, originata sul Pacifico meridionale, si è notevolmente approfondita una volta che ha attraversato lo stretto di Drake e si è allontanata verso l’Atlantico meridionale, dove è stata alimentata da un grande blocco di aria gelida che dall’entroterra antartico si è messo in movimento verso le latitudini più alte, tramite venti burrascosi da SO che hanno raggiunto la punta meridionale del sud-America. Al contempo il posizionamento di un blocco anticiclonico sul Pacifico meridionale, a largo delle coste cilene centro-meridionali, ha permesso di poter “canalizzare” l’impetuoso flusso freddo sud-occidentale in direzione del Cile meridionale e dell’Argentina centro-meridionale.

Con questo particolare assetto configurativo i forti e freddi venti da O-SO e SO hanno sferzando con forza il mare di Drake, l’area di Capo Horn e lo stretto di Magellano fino al tratto di oceano a sud delle Falkland, con venti che hanno assunto carattere di tempesta. Le bufere di vento più severe hanno investito con maggiore vigore proprio la zona di Capo Horn e il mar di Drake. I venti in quell’area hanno superato i 120-130 km/h, rendendo il mare molto grosso (forza 8), con marosi alti anche più di 8-9 metri di altezza. In Cile meridionale la raffica più forte è stata toccata a Punta Arenas, dove il fortissimo e freddo vento da Ovest ha toccato i 111 km/h. Oltre alle forti raffiche over 100 km/h sempre su Punta Arenas le nubi basse addossate sulle coste cilene meridionali hanna dato la stura pure a qualche breve rovescio di pioggia mista a neve con appena +3.0°.

Intense mareggiate, con grandi ondate molto ben formate, hanno colpito le coste sud-occidentali cilene e le tante isole prospicienti la costa, con spettacolari colpi di mare e spruzzi che si sono abbattuti lungo le alte scogliere che caratterizzano quei litorali. Fra martedì 5 e mercoledì 6 Giugno il blocco d’aria fredda sub-antartica, preceduto da un esteso fronte freddo che si è rapidamente allontanato verso l’Atlantico meridionale, lambendo l’Uruguay e gli stati del Brasile meridionale, si poi mosso verso la Patagonia e la Pampa, con l’avvento di sostenuti, o intensi, venti da SO e O-SO che hanno fatto crollare di botto le temperature, portando anche un po’ di instabilità, per il transito in quota di masse d’aria molto fredde che hanno inasprito i contrasti termici con l’aria più temperata presente negli strati più bassi. Addirittura, durante l’irruzione polare, l’aria fredda che ha fatto seguito all’esteso fronte freddo allontanato sull’Atlantico meridionale, ha pilotato con se anche delle linee d’instabilità che hanno prodotto delle brevi nevicate, con fiocchi svolazzanti anche sulla Pampa meridionale. I fiocchi hanno interessato pure la provincia di Buenos Aires, con nevicate nella parte più meridionale. Per circa un ora alcuni quartieri più meridionali di Buenos Aires hanno visto cadere persino del nevischio misto a pioggia.

Le piccole fioccate, con temperature dell’aria sui +4° e teso vento da O-SO, sono state agevolate dal passaggio di aria molto fredda in quota. I brevi episodi di pioggia mista a neve sono stati pure filmati e pubblicati sulla piattaforma di you-tube da alcuni meteofili argentini. Ma nelle città a sud della capitale argentina nella mattinata di mercoledì 6 Giugno si sono verificate vere e proprie nevicate, con gelidi venti da O-SO, che hanno lasciato importanti accumuli al suolo. Imbiancata pure la città di Tandil e soprattutto il centro della città di Tres Arroyos, dove sono caduti diversi centimetri di neve fresca che hanno coperto le strade, i tetti delle case, le auto in sosta e gli alberi, cogliendo di sorpresa gli stessi abitanti.

In molti hanno lasciato scuole e uffici per uscire fuori a fare pupazzi di neve e a scattare tante fotografie per riprendere l’importante evento nevoso. Non sono mancate le difficoltà per il traffico stradale, alcune strade infatti sono rimaste bloccate per diverse ore a causa delle nevicate. Le nevicate di mercoledì 6 Giugno sono risultate anche molto premature per il periodo. Difatti in Giugno è molto difficile vedere nevicate, con accumuli al suolo, fino alla provincia meridionale di Buenos Aires. L’evento nevoso per questo acquista maggiore importanza. L’avvezione fredda sta andando ad esaurirsi grazie anche al sopraggiungere e il graduale rafforzamento di un’area anticiclonica con massimi sull’Argentina settentrionale. Il tempo andrà gradualmente a migliorare anche se continuerà a fare molto freddo e durante le ore notturne, l’indebolimento dei venti occidentali e il maggior rasserenamento dei cieli, favoriranno la formazione di gelate di debole e moderata intensità sulla Pampa. Il freddo dovrebbe attenuarsi non prima del prossimo weekend. Intanto lungo il bordo settentrionale del nucleo anticiclonico che si collocherà sul nord dell’Argentina scorrerà una debole e fresca ventilazione meridionale che salirà verso il bassopiano boliviano orientale e il sud del bacino amazzonico occidentale, determinando anche un calo termico e innescando anche un po’ di instabilità (convenzione) per la formazione di un’area di convergenza con le più calde e umide correnti orientali (Alisei) che dall’Atlantico tropicale penetrano fino all’Amazzonia.