
La tempesta tropicale “Debby”, la prima dell’anno nata sopra le calde acque del golfo del Messico, in questi giorni ha interessato le coste sud-orientali degli USA. Il suo movimento piuttosto lento ha reso il sistema alquanto persistente, tanto da apportare piogge molto abbondanti sulla Florida, dove da giorni si succedono forti rovesci di pioggia e temporali che salgono dal bordo orientale di “Debby”. In alcune località in poco meno di 48 ore di forti piogge sarebbero caduti più di 100-150 mm d’acqua che hanno creato allagamenti piuttosto estesi. Ma in alcune località sono caduti dei quantitativi davvero molto elevati, che superano abbondantemente i 300 mm. Le piogge più intense hanno colpito l’area di Pensacola, la città di Tallahassee, Jacksonville e Tampa, con strade allagate e numerosi disagi alla circolazione stradale. Oltre alle piogge molto abbondanti la Florida è stata investita da una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione che si è disposta dai quadranti orientali nel sud dell’Alabama, Louisiana e Florida occidentale, mentre sul resto della Florida centrale e meridionale i venti si sono mantenuti dai quadranti meridionali, con raffiche che hanno superato ampiamente i 50-60 km/h, producendo delle risacche lungo le aree costiere. Solo nel pomeriggio di ieri il centro della tropical storm, ormai nella fase calante, ha effettuato il “landfall” definitivo nei pressi di Steinhatchee, in Florida, dove “Debby” si è progressivamente indebolita, venendo declassata a depressione tropicale. Fino al momento del “landfall” la perturbazione ha mantenuto lo status di tempesta tropicale, con venti medi sostenuti ad oltre i 70-80 km/h attorno il centro. Ma guadagnando terreno sull’entroterra la tropical storm, ormai ridotta a depressione tropicale, tenderà ancora di più a indebolirsi.
Venendo agganciata dai venti in quota da O-SO e il moderato “Wind Shear” stanno contribuendo a deviare la perturbazione verso l’Atlantico. Ma le vere cause dell’indebolimento di una tempesta tropicale del calibro di “Debby” sono da imputare all’avvento di masse d’aria secca in quota da SO e O-SO che hanno contribuito a disorganizzare l’attività convettiva attorno il sistema. Come viene messo in evidenza dalle immagini del vapore acqueo l’aria secca ha avvolto il cuore della tempesta nelle ultime ore, inibendo l’attività convettiva sul settore occidentale e meridionale. Le piogge e i temporali invece sono rimasti molto attivi sul margine orientale e nord-orientale di “Debby”, dove permane un quantitativo di umidità ancora abbondante che può alimentare la convenzione. Per questo piogge molto intense nelle prossime ore potranno ancora colpire il settore nord-orientale della Florida, dove si potranno formare anche dei temporali di moderata o forte intensità. L’evoluzione di “Debby” prevede un suo passaggio nel nord della Florida per poi ributtarsi nuovamente, entro la serata, sull’oceano Atlantico, dove la tempesta si potrebbe temporaneamente rinforzarsi, per poi allontanarsi nuovamente verso nord-est, spingendosi nel cosiddetto “cimitero degli uragani”. Ma nei prossimi giorni nuovi sistemi tropicali organizzati e delle “tropical waves” potranno nuovamente sorgere tra l’Atlantico occidentale, l’area caraibica e il golfo del Messico, le cui acque superficiali già presentano un anomalia termica positiva di oltre +1°, localmente +1.5°, con picchi di oltre i +28°. Valori più che sufficiente per agevolare la formazione di una intensa tropical storm, sull’esempio di “Debby”, o di un vero e proprio uragano che potrebbe nuovamente puntare verso le coste degli USA meridionali.
