
L’opprimente “canicola” nord-africana in queste ore sta attanagliando anche l’area dello stretto di Messina, nonostante il soffio costante dell’immancabile brezza termica, il noto “vento Cavaliere” (o vento Canale) che si sviluppa lungo lo stretto, fra le coste calabresi e siciliane. Al momento sulla città di Messina la colonnina di mercurio si è portata ben oltre la soglia dei +32° +33°, ma localmente, nelle aree più interne a ridosso delle vallate peloritane, poco esposte ai venti termici dello stretto, si va ben i +34° +35°. Si tratta di temperature piuttosto elevate per il mese di Giugno, non vi è alcun dubbio, ma ci troviamo molto lontani dai record mensili stabiliti durante la tremenda ondata di calore del Giugno 2007, allorquando in città, precisamente giorno 27, si toccarono i +43.4°, a soli +0.2° dal record assoluto di caldo messinese stabilito nella storica avvezione calda sahariana dell’Agosto 1999 (probabilmente la più forte del secolo). Insomma il caldo c’è, ma non è a livelli eccezionali per il periodo per il microclima locale. Inoltre il calore è supportato da tassi di umidità relativa poco elevati, sotto il 40-35 %, ciò è in parte originato dai fenomeni di “Subsidenza” (forti correnti discendenti che si originano all’interno del promontorio anticiclonico africano) che comprimono l’aria nei bassi strati, verso il suolo, riscaldandola ulteriormente e deumidificandola al tempo stesso. Il picco di calore si avrò proprio durante il pomeriggio odierno, mentre dal weekend è atteso un ammorbidimento della calura grazie all’afflusso in quota di correnti più temperate d’origine oceanica dai quadranti occidentali.