Il riavvio dei reattori nucleari e’ ”a protezione della vita delle persone evitando, con le misure di sicurezza, possibili incidenti come quello di Fukushima”. Lo ha detto il premier Yoshihiko Noda nella conferenza stampa in cui ha motivato la necessita’ (”vitale”) di riaccendere le unita’ n. 3 e 4 della centrale di Oi (prefettura di Fukui) della Kansai Electric. ”Il nucleare e’ cruciale per il Giappone privo di risorse naturali”, ha detto Noda, assicurando la progressiva riduzione della dipendenza dall’atomo a uso civile. La decisione di riavvio, ribadita con forza da Noda, ”e’ nell’interesse della vita delle persone” e la ripartenza ”temporanea non e’ sufficiente”, ha osservato quanto alle richieste avanzate in tal senso dal sindaco di Osaka Toru Hashimoto e da parte dell’associazione dei governatori del Kansai, per superare il rischio blackout nel periodo estivo. ”Il governo – ha proseguito il premier dinanzi a diverse centinaia di giornalisti stipati nella sala principale della sede del primo ministro (Kantei) – si impegna a prendere tutte le misure per evitare incidenti come accaduto a Fukushima”. Almeno sul breve periodo, l’energia nucleare e’ fonte vitale di energia per il Giappone e ”la sua economia non ne puo’ fare a meno”, ha aggiunto Noda nella conferenza stampa trasmessa in tv a livello nazionale, rimarcando il 30% del fabbisogno elettrico generato dall’atomo prima della crisi di Fukushima. L’appello pubblico e’ stato deciso sia per strappare ”la comprensione popolare” al piano del governo per far ripartire i reattori che avranno soddisfatto i requisiti di sicurezza, sia per andare incontro alle amministrazioni locali che dovranno supportare una decisione dai contorni impopolari. Ad esempio, Issei Nishikawa, governatore della prefettura di Fukui che e’ il cuore nucleare del Sol Levante con i suoi 14 reattori, ha insistito perche’ Noda mandasse un messaggio chiaro sulla necessita’ del riavvio. Il premier, a seguito degli ultimi sviluppi, potrebbe mettere nero su bianco la decisione dopo un esame sulla questione con altri tre ministri chiave, tra cui quello dell’Industria Yukio Edano, che potrebbe avvenire agli inizi della prossima settimana. Nel Giappone ci sono attualmente 50 reattori, tutti fermati dopo l’incidente di Fukushima Dai-ichi causato dal sisma/tsunami dell’11 marzo 2011: la maggior parte e’ stata bloccata per la manutenzione ordinaria, obbligatoria ogni 13 mesi, ma la ripartenza e’ stata congelata dai timori sulla sicurezza. L’amministrazione Noda, di fronte ai seri rischi di blackout e alle massicce importazioni di gas per alimentare le centrali termoelettriche, ha cominciato una ‘moral suasion’ anche in forza del fatto – ha ricordato oggi il premier – che la ricca e industrializzata area servita dall’impianto di Oi include Osaka che si troverebbe una carenza elettrica fino al 18% in estate sull’attuale potenziale produttivo di Kansai Electric. La utily, se il via libera dovesse maturare nei prossimi giorni, avrebbe bisogno di almeno tre settimane per far tornare a pieno regime i due reattori.
