Ondata di freddo in sud-America; dopo la neve in Argentina registrate importanti gelate in Uruguay e nel sud del Brasile

Brinate sui campi del Rio Grande do Sul dopo le gelate di venerdì 8 Giugno

L’intensa avvezione fredda che nei giorni scorsi ha investito l’Argentina, apportando le prime nevicate del 2012 fra la Terra del Fuoco, la Patagonia e le città a sud della capitale Buenos Aires, sotto la spinta dei venti meridionali (in genere da SO) si è spinta verso l’Uruguay e il Brasile meridionale. Nello stato del Rio Grande do Sul l’aria fredda ha determinato delle intense gelate notturne, con valori che in alcune località collinari e lungo le vallate più interne, esposte al fenomeno dell’inversione termica, sono scesi fin sotto i -6° -7°, con picchi sotto i -8°. Pur essendo all’inizio dell’inverno australe si tratta di valori rilevanti per il mese di Giugno, ma non straordinari. Bisogna sottolineare che i record che si sono stabiliti riguardano le stazioni nuove di zecca, installate proprio nel corrente anno. Le gelate più forti si sono segnate nella prima mattinata di venerdì 8 Giugno, quando diverse stazioni del Rio Grande do Sul hanno registrato delle minime abbondantemente negative. Ad esempio, nel quartiere di Planalto, a Santa Rosa, la minima è stata di ben -7.8°. Notevoli pure i -7.7° di Vale do Vicentina, i -6.9° di Canela e i -6.3° di Quarai.

Gran parte di queste località infatti si trovano posizionate nell’interno, a ridosso di vallate e colline, dove il fenomeno dell’inversione termica viene ulteriormente esaltato in presenza di cieli sereni o poco nuvolosi e scarsa ventilazione nei bassi strati. Difatti nelle aree montuose e nelle località site oltre i 1000-1200 metri di altezza il termometro non è sceso neanche al di sotto degli zero gradi. Morro da Igreja, per esempio, ha fatto +1.0° di minima. Segno tangibile che le gelate sono state indotte da forti inversioni termiche, coadiuvate da un regime anticiclonico in quota, che si sono localizzate in determinate aree, lungo le valli dell’entroterra. Ma deboli gelate si sono raggiunte persino in prossimità della costa. Basti pensare ai -0.5° stabiliti da Chui o ai -0.3° di Porto Allegre (la stazione cittadina), mentre all’aeroporto non si è scesi al di sotto dei +0.9°.

Oltre alle gelate registrate nello stato meridionale del Rio Grande do Sul vanno segnalate i forti cali termici che hanno interessato il confinante stato del Santa Caterina, sempre nel profondo sud del Brasile. A Bom Jardim da Serra la temperatura minima è scesa a -9.2°, facendo registrare uno dei valori più bassi finora registrati sul territorio brasiliano dall’inizio del 2012. Purtroppo le gelate di questi giorni hanno danneggiato le coltivazioni di caffe fra il Rio Grande do Sul e il Santa Caterina, dove gli agricoltori lamentano ingenti perdite. Il freddo intenso si è avvertito anche in Uruguay dove la colonnina di mercurio per la prima volta è scesa abbondantemente sotto lo zero. In alcune località si sono sfondati i -4° -5°.

A Salto, venerdì 8 Giugno, la minima registrata è stata di appena -5.8°. Ad Artigas la minima è stata di -4.8°, mentre Mercedes, sempre in Uruguay, ha segnato un valore di ben -4.2°. Minime un po’ più contenute sul resto del paese sud-americano. L’aria fredda non è riuscita ad avanzare verso lo stato di Sao Paulo e gli altri stati del Brasile sud-orientale, eppure una parte del flusso fresco, scorrendo lungo il bordo settentrionale dell’anticiclone che si era collocato fra il bassopiano boliviano orientale e il nord dell’Argentina, è riuscito a raggiungere lo stato della Rondonia, penetrando fino al settore occidentale dell’Amazonas, con deboli e fresche correnti dai quadranti meridionali, dove si è definitivamente spenta in piena area sub-equatoriale. A Tefe i venti da S-SE e Sud hanno mantenuto le temperature sotto i +27°. A Tabatinga invece il cielo perennemente coperto o molto nuvoloso ha permesso una max di soli +23° con una minima di +22°, una escursione diurna davvero insignificante. Nella città di Leticia, nel cuore dell’Amazzonia colombiana, invece i venti meridionali, da SE e S-SE, hanno impedito alla temperatura massima di oltrepassare la soglia dei +24°. Pur notando il calo termico sull’area amazzonica l’impulso freddo dai quadranti meridionali non ha innescato importanti raffreddamenti. Intanto nei prossimi giorni nuove avvezioni fredde, provenienti dalle latitudini sub-antartiche, investiranno l’America meridionale, in particolare il Cile meridionale e l’Argentina.