
Una varietà di alghe tropicali sarebbe in grado di ridurre in maniera importante l’acidità dell’acqua marina intorno alle barriere coralline, causa primaria dell’erosione che negli ultimi decenni ne sta mettendo a dura prova la sopravvivenza. E’ quanto afferma una ricerca guidata da un biologo marino della Swansea University, il dr. Richard Unsworth, la cui squadra comprende anche scienziati della Oxford University e della James Cook University in Australia. I coralli sono animali simili ad anemoni di mare radunati in colonie di molti individui. Il gruppo include gli animali “costruttori” delle barriere coralline tropicali, che producendo carbonato di calcio formano il tipico scheletro calcareo. Ma la sopravvivenza dei coralli è minacciata dall’aumento dell’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera che negli ultimi 40 anni ha innalzato l’acidità degli oceani, erodendo i coralli nello stesso modo in cui la frutta e le bevande gassate consumano lo smalto dei denti. Unsworth ritiene di aver trovato delle alghe in grado di assorbire l’anidride più rapidamente e di produrre più ossigeno in modo tale da rendere l’acqua intorno ai coralli più alcalina. “Alcune varietà di alghe tropicali spesso vivono in prossimità o in mezzo alle barriere coralline e durante la fotosintesi producono una quantità di ossigeno tale da essere visibile praticamente ad occhio nudo”, ha spiegato il ricercatore. “Volevamo capire se questo poteva avere un impatto importante sui problemi della acidificazione degli oceani”, ha aggiunto. “L’aumento dell’anidride carbonica nell’aria riduce il ph degli oceani alterando la composizione dell’ambiente acquatico, un fenomeno che nel lungo termine potrebbe portare le barriere coralline a scomparire poichè il livello di erosione è superiore a quello della riproduzione”. Unsworth interpellato da Bbc ha sottolineato che non solo le barriere coralline sono un valore in se stesso ma forniscono delle lagune naturali per la pesca e difese dal mare per milioni di persone, la maggior parte che vivono in piccole isole del Pacifico del Sud. I dati della ricerca sono stati pubblicati nell’edizione corrente dell’Open Access Environmental Research Letters’, e Unsworth ne farà una presentazione il 10 luglio al 12esimo Simposio per la conservazione del corallo a Cairns, in Australia.