La Cina prosegue nella sua lunga marcia verso lo spazio: questa mattina e’ stata lanciata la navicella Shenzhou-9, con a bordo la prima donna astronauta della Repubblica Popolare. La missione prevede il primo attracco manuale alla stazione sperimentale Tiangong-1 in un importante test verso la creazione di una stazione spaziale permanente, prevista entro il 2020. La partenza e’ avvenuta dal poligono di Jiuquan, nel deserto di Gobi, nella Mongolia Interna. Accanto ai due esperti taikonauti (da “tai kong”, spazio in cinese) Jing Haipeng e Liu Wang, a bordo del “Vascello celeste” c’e’ la 33enne Liu Yang, prima donna cinese nello spazio. Oltre agli esperimenti che saranno condotti dai taikonauti, il momento piu’ delicato sara’ l’attracco alla stazione orbitante Tiangong-1 che a novembre era riuscito a una navicella senza equipaggio guidata da terra. “L’attracco manuale e’ una grande test della capacita’ degli astronauti, a livello di coordinamento e qualita’ psicologiche”, ha dichiarato Jing che si e’ addestrato con i due colleghi anche 16 ore al giorno provando al procedura 1.500 volte con i simulatori. Alla cerimonia di saluto prima della partenza, il presidente dell’Assemblea popolare cinese, Wu Bangguo, ha salutato l’equipaggio: “La nazione e il popolo guardano al vostro ritorno con successo”. Nel 2003 la Cina divento’ la terza potenza spaziale dopo Russia e Stati Uniti, lanciando in orbita la Shenzhou-5 con a bordo il colonnello Yang Liwei. Nel 2008 Zhai Zhigang e’ stato il primo a “passeggiare” nello spazio, uscendo per 22 minuti dall’ astronave Shenzhou-7. Con la messa in orbita della stazione sperimentale Tiangong-1 (palazzo celeste), nel settembre del 2011, il programma spaziale cinese, lanciato negli anni ’50 e rivitalizzato negli ultimi nove anni, ha segnato un nuovo passo avanti.
