Terremoto: danni a rete irrigua per 70 milioni di euro, rischio siccità

“Dobbiamo evitare che gli impianti idraulici si fermino definitivamente”. E’ l’obiettivo indicato dal presidente dell’Anbi, Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, Massimo Gargano al sottosegretario all’Agricoltura, Franco Braga, accompagnato in sopralluogo alle centrali idrovore ed agli impianti irrigui danneggiati dal terremoto nelle aree di confine tra Emilia Romagna e Lombardia. L’esponente del Governo ha annunciato che incontrera’ domani il ministro allo Sviluppo Economico, Corrado Passera, per la determinazione delle risorse disponibili; da una prima stima, i danni alla rete idraulica e irrigua ammonterebbero a 70 milioni di euro. Due le priorita’ condivise: innanzitutto riattivare il servizio di irrigazione per evitare gravi danni a produzioni, simbolo del made in Italy agroalimentare nel mondo; contestualmente rendere nuovamente operativi i grandi impianti idrovori (attualmente sono dichiarate inagibili le centrali di Pilastresi e Ca’ Bianca nel ferrarese; Mondine nel mantovano), da cui dipende la sicurezza idrogeologica di una vasta ed abitata area della Pianura Padana, che il blocco delle idrovore espone ad altissimo rischio di alluvione in caso di forti piogge; per questo, i consorzi di bonifica evidenziano la necessita’ di interventi solleciti. Solo in una seconda fase, invece, si potra’ provvedere alla sistemazione e ricostruzione degli argini, danneggiati dal sisma.