
Ecco alcuni dei casi piu’ significativi.
Novembre 1994 – 40 detenuti volontari (10 dal carcere delle Vallette di Torino e 10 dal penitenziario di Asti) si misero a disposizione del coordinamento soccorsi nelle zone colpite dall’alluvione.
Settembre 1998 – Grazie a un progetto di collaborazione tra comune e amministrazione del carcere, 10 detenuti della Casa circondariale di Lauro (Avellino) vennero utilizzati per lavori di pulizia e manutenzione delle strade, bonifica dei canali ostruiti dall’alluvione di maggio e per la raccolta differenziata dei rifiuti.
Dicembre 2004 – I detenuti del penitenziario di Mamone vanno in aiuto delle popolazioni di Galtell, colpite dall’alluvione che interesso’ la Sardegna centrale. Un centinaio si occupo’ di spalare il fango, ma alcuni, esperti allevatori, aiutarono i pastori e le loro greggi.
Aprile 2008 – 28 detenuti delle carceri milanesi di Opera, San Vittore e Bollate impiegati nella pulizia di parchi e dei principali cimiteri milanesi.
Aprile 2009 – Terremoto dell’Aquila. Quattro detenuti di Rebibbia, esperti nella ristorazione collettiva, hanno chiesto e ottenuto di poter usufruire del loro permesso premio per cucinare in una delle tendopoli. E qualche mese piu’ tardi, a gennaio, i detenuti del supercarcere di Sulmona danno la disponibilita’ a contribuire alla ricostruzione.
Agosto 2009 – A Roma una ventina di detenuti si trasforma di spazzini a ferragosto, lavorando per tre ore in due diverse zone della Capitale. Retribuzione: 7,5 euro l’ora.
Dicembre 2010 – Alluvione in Veneto, i detenuti della casa circondariale di Montorio raccolgono 300 euro da devolvere agli abitanti colpiti.
Giugno 2011 – Sei detenuti dell’istituto di custodia di Eboli (Salerno) impiegati per la pulizia delle spiagge.
Terremoto Emilia, i carcerati impegnati per la ricostruzione? Non sarebbe la prima volta…
