Terremoto Emilia Romagna: bilancio drammatico per i beni culturali

Un bilancio “drammatico” e un punto di stabilizzazione “lontano dall’essere raggiunto” con 1335 segnalazioni arrivate dalle quattro province di Ferrara, Modena, Bologna e Reggio Emilia per quanto riguarda i danni subiti dal patrimonio artistico e culturale nei territori colpiti dal terremoto: questa una prima disamina della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna ad un mese dal sisma del 20 maggio. Un resoconto ancora provvisorio poiche’ molti Comuni, diocesi e privati non sono stati ancora in grado di inviare il quadro completo dei danni ai beni culturali di loro proprieta’. Le segnalazioni, comunica la direzione regionale, hanno riguardato 239 immobili di proprieta’ pubblica, 382 di appartenenza diocesana, 90 di proprieta’ privata e 25 archivi pubblici (comunali e statali). I sopralluoghi dei funzionari ministeriali sono stati 332. Dei 25 interventi ritenuti prioritari (di cui 14 terminati), ben venti riguardano chiese: dalla chiesa di Casumaro e della Nativita’ Beata Vergine di Vigarano Mainarda nel ferrarese alla chiesa della Madonnina di Mirandola. I beni recuperati dalle macerie sono stati 415 tra dipinti, sculture, arredi liturgici, paramenti e crocifissi. Tra questi spiccano: il Trittico di Bernardino Loschi “Madonna con bambino e i SS. Felice e Geminiano” della chiesa parrocchiale di San Felice sul Panaro, l’ “Assunta”, olio su tela del Guercino recuperato dalla chiesa del Rosario di Cento, i quattro grandi lampadari di Murano salvati dal Municipio di Sant’Agostino e poi tutti i dipinti del Museo Civico di Mirandola e tre statue di terracotta di Antonio Begarelli dalla chiesa di Bonporto. Al fine di evitarne ulteriori danni, tutte queste opere sono state portate temporaneamente al Palazzo Ducale di Sassuolo dove e’ stato allestito un vero e proprio centro di raccolta per il restauro.