
“Sono a renderLe testimonianza di un territorio e di collettivita’ coese e determinate. Di un popolo che non vuole arrendersi; al contrario, desidera ripartire”: lo ha detto il responsabile nazionale della Protezione civile Franco Gabrielli, in occasione dell’incontro presso la Regione Emilia Romagna tra le istituzioni delle zone terremotate e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Gabrielli, riferendosi alla risposta all’emergenza data dall’Emilia e dalle sue istituzioni, ha parlato di un’Italia “di cui noi tutti andiamo fieri”. “Vorremmo che l’Italia della generosa e immediata risposta all’emergenza fosse anche l’Italia della ordinaria e piu’ faticosa attivita’ di prevenzione”: questo l’appello lanciato da Gabrielli nel suo intervento in cui ha ricordato che “26 morti in seguito alle scosse del 20 e del 29 maggio, oltre 40 nelle alluvioni dello scorso anno sono un prezzo assurdo e insostenibile, un prezzo che un Paese civile, evoluto come il nostro non puo’ piu’ permettersi”. “Non ci sono ragioni economiche o alibi pseudo storico-culturali che possano giustificare un sistematico disprezzo delle regole- ha detto ancora il responsabile della protezione civile – un bizantino rinvio di disposizioni che impongono comportamenti virtuosi”. Riguardo alla gestione dell’emergenza, Gabrielli ha ricordato i 16.000 sfollati accolti in tende, palestre, scuole, hotel e centri sportivi; le migliaia di persone che pur avendo trivato una sistemazione autonoma fruiscono delle mense nei campi; il lavoro dei 4000 uomini che gestiscono l’emergenza, tra protezione civile, vigili del fuoco, forze di polizia, volontari. Quella ‘forza’ che lo stesso Napolitano – ha ricordato Gabrielli – ha definito in occasione degli stati generali della Protezione civile “l’Italia migliore”.