
”La torre e’ caduta, ma noi siamo in piedi”. Con queste parole il sindaco di Novi, Luisa Turci, fotografa lo spirito della popolazione del paese della Bassa modenese dopo la forte scossa di questa sera, magnitudo 5.1, che ha provocato il crollo della Torre dell’orologio, il simbolo della localita’, gia’ gravemente danneggiata dalle precedenti scosse, ma che non ha provocato feriti. ”La scossa non ha fatto del male a nessuno sotto il profilo fisico – ha aggiunto – ma ha fatto certamente male alla nostra comunita’, perche’ la torre era il nostro simbolo. Ora cercheremo di trovarne altri. Ma il vero simbolo sono i bambini, i giovani, il significato di una comunita’ che comunque si ritrova unita e va avanti”. ”In tre secoli di vita – da una memoria dell’Archivio Comunale di Novi la nostra Torre risulta essere stata edificata nel 1712, come spiegava tempo addietro il Gruppo storico Novese in un proprio elaborato – la nostra torre e’ stata testimone delle principali vicende del nostro paese. Dominando quello che e’ il foro della nostra comunita’, ne ha viste di tutte le sorti e di tutti i colori: soldatesche straniere d’occupazione e carri armati liberatori, adunate di protesta e di festa, camicie rosse garibaldine e camicie nere, funerali e carnevali, mercati e fiere, palazzi e scuole nascere e morire… Per la sua posizione centrale, l’elegante sviluppo verticale e le connotazioni storiche la torre dell’orologio e’ cos assurta a simbolo civico, quasi stemma araldico, della comunita’ del capoluogo novese”. Questa sera a Novi, come ha fatto sapere il referente dell’ Anpas (l’associazione delle pubbliche assistenze), Giancarlo Arduino, il campo sfollati ha accolto nuove persone che non erano gia’ ‘accreditate’ ma che hanno deciso, spaventate, di rivolgersi agli operatori della struttura. Molta gente stasera a Novi e’ fuori casa, parla e si scambia impressioni e timori, c’e’ stato allarme ma non panico. ”Siamo una comunita’ fuori casa – rileva il sindaco Turci – ma nella nostra terra”.
