
“Nel comunicato trasmesso dal presidente della Commissione al capo dipartimento il 7 febbraio, la Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Sismico sottolinea -scrive infatti la Protezione civile- un significativo aumento di attivita’ negli 8 mesi precedenti che ha interessato i margini settentrionale (pre-Alpino), meridionale (Appenninico, Ligure) e occidentale (Piemonte) della placca adriatica. Quest’area geologica comprende le province di Asti e Alessandria, limitatamente Milano e Monza, e poi Pavia, Cremona, Bergamo, Brescia, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Verona, Vicenza, Treviso, fino a Massa Carrara e Lucca: si tratta della quasi totalita’ delle aree sismiche del Nord Italia se si esclude il Friuli Venezia Giulia“.
Infine, in riferimento alle attività raccomandate dalla Commissione grandi rischi “nell’ultima parte del suo comunicato trovano perfetta rispondenza con quanto già attuato nella continua azione di prevenzione messa in atto dal Dipartimento della protezione civile su tutto il territorio nazionale, in particolare attraverso“:
- L’azione di monitoraggio delle verifiche sismiche degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche e rilevanti esistenti, rese obbligatorie dall’OPCM 3274/2003;
- La sensibilizzazione della popolazione alle problematiche dei rischi, e più in particolare del rischio sismico, svolta attraverso sistematiche campagne informative, manifestazioni, fino alle attività svolte dal volontariato in raccordo con la comunità scientifica (per esempio, la campagna nazionale sulla riduzione del rischio sismico, “Terremoto – Io non rischio”);
- L’attuazione del piano nazionale di prevenzione sismica, attivato con l’art. 11 della Legge 77 del 2009, con lo stanziamento di 965 milioni di euro dal 2010 al 2016, che prevede il finanziamento delle opere di rafforzamento degli edifici pubblici strategici e degli edifici privati, nonché della microzonazione sismica, con una rigorosa ripartizione del fondo tra le regioni;
- La preparazione di modelli di intervento in caso di emergenze nazionali, con la verifica attraverso le esercitazioni svolte a diversi livelli, ultime delle quali quelle effettuate in Garfagnana (esercitazione TEREX alla fine del 2010) e in Calabria (fine 2011), cui si aggiunge quella prevista in Basilicata entro la fine dell’anno;
- La redazione di manuali di progettazione e linee guida, anche in collaborazione con i centri di competenza, distribuite gratuitamente attraverso il WEB, tra le quali quelle riguardanti la messa in sicurezza degli elementi non strutturali e degli impianti, ed il rafforzamento degli elementi strutturali.
