
L’emergenza non da’ tregua alle zone terremotate dell’Emilia. A quasi un mese dalla prima scossa, lo sciame sismico sembra attenuarsi, ma a preoccupare in queste ore e’ il caldo. Le elevate temperature di questo inizio d’estate rendono ancora piu’ difficile la vita degli oltre 9.600 sfollati, che si consolano con la riapertura di un pezzo del centro di Mirandola o con il Palio storico di Ferrara, timidi segnali di un territorio ferito che a fatica tenta di tornare alla normalita’. Quella normalita’ a cui puntano i 145 milioni di euro stanziati dalla Protezione civile per gli interventi di prevenzione del rischio sismico relativi al 2011. Se dunque negli ultimi due giorni il terremoto si e’ calmato, con scosse percepite soltanto dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sono le temperature ‘africane’ il vero nemico di oggi. Nelle province di Modena e Ferrara, il termometro ha superato di gran lunga i trenta grandi, che dentro le tende raggiungono addirittura i 50 gradi. Impossibile resistere all’interno. E cosi’ si attende con impazienza che tutti i condizionatori entrino in funzione. La Protezione civile ne ha distribuiti 1.400, e alcuni campi ne sono gia’ stati dotati, ma in altri – come a San Felice sul Panaro – non sono stati installati perche’ bisogna potenziare la rete elettrica. Cosi’, tra gli sfollati c’e’ chi ha scelto di trascorrere la giornata al mare, sulla Riviera Romagnola presa d’assalto dai turisti della domenica, mentre altri hanno approfittato delle verifiche dei vigili del fuoco sull’agibilita’ delle loro case per recuperare dalle macerie oggetti e ricordi di una vita. Qualche vestito, fotografie e persino i giocattoli dei bambini. Incassato l’impegno del governo ad aiutare le zone terremotate, ribadito ieri dal presidente del Consiglio Mario Monti, si attende ora che il decreto contenente i primi aiuti venga convertito in legge. ”Non chiediamo nulla di piu’, ma nemmeno nulla di meno di quello che e’ stato fatto in altre emergenze analoghe”, sono le parole che il presidente della Regione Emilia-Romagna, e commissario per l’emergenza, Vasco Errani, ripete quasi come un motto. Intanto, e’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del capo dipartimento della Protezione civile che stanzia i contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico. Ben 145 milioni, ripartiti su 17 regioni, per interventi di rafforzamento locale o miglioramento sismico su edifici e opere di pubblico di interesse, nonche’ su strutture private, e per studi e monitoraggi utili a migliorare la conoscenza dei territori. I piu’ cospicui, quasi 20 milioni a testa, sono quelli concessi a Calabria, Sicilia e Campania. All’Abruzzo sono invece assegnati 10 milioni, mentre all’Emilia-Romagna appena colpita dal terremoto vanno 8,6 milioni. Obiettivo priorita’ di queste risorse e’ quello della ridurre le perdita di vite umane – 26 le persone che hanno perso la vita in Emilia, piu’ la donna deceduta dopo aver perso il bimbo che portava in grembo.