Terremoto, l’università di Modena spiega che “nessuna attività dell’uomo può provocare scosse così”

Nessuna attivita’ dell’uomo, che siano sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi o di acqua, puo’ creare o indurre terremoti di intensita’ pari a quelli avvenuti” in Emilia. E’ quanto ha confermato Daniela Fontana, docente di Geologia all’Universita’ di Modena e Reggio Emilia, oggi in conferenza stampa sotto la Ghirlandina. “La profondita’ degli ipocentri dei terremoti registrati e’ generalmente superiore a 5-6 km, spesso oltre 10 km, e l’energia in gioco e’ tale da escludere qualunque possibile legame con attivita’ umane” ha aggiunto Fontana, rimarcando che il devastante terremoto di Ferrara del 1570 e’ avvenuto in un’epoca in cui le perforazioni per idrocarburi non esistevano. “Al contempo zone dove c’e’ attualmente un enorme prelievo di gas e petrolio come l’Arabia Saudita o il Mare del Nord al largo della Norvegia – ha precisato – sono praticamente asismiche“. Da sfatare anche le voci sul fenomeno del ‘Fracking’ che, ha ribadito Fontana, “e’ una tecnica utilizzata in Usa, Canada e solo marginalmente in nord Europa per lo sfruttamento di gas (metano) disperso in sedimenti argillosi (shale gas)”. “In Italia non esistono sedimenti che contengano metano sfruttabile in modo significativo – ha ribadito la geologa – e inoltre nessuna di queste ricerche o sfruttamento puo’ essere fatta di nascosto perche’ richiedono impianti complessi e visibilissimi“.

L’Ateneo ha ricordato anche che “non esistono nel sottosuolo della nostra pianura caverne, voragini o vulcani” e che la sabbia fuoriuscita dalle fratture e dai pozzi viene dagli strati sabbiosi presenti nelle prime decine di metri di profondita’ del sottosuolo, in corrispondenza di paleoalvei fluviali, trascinata dall’acqua per effetto della propagazione delle onde sismiche. Il fenomeno ribattezzato “liquefazione” dei terreni, ha pero’ chiarito il docente di Geologia Applicata Giovanni Tosatti, puo’ provocare diversi problemi. “Dopo la fuoriuscita di grandi quantitativi di sabbia mista ad acqua – ha spiegato, infatti, Tosattiil terreno tende ad assestarsi facendo cedere o lesionando costruzioni ed infrastrutture, aggiungendo danni a quelli provocati direttamente dal terremoto“. “Il solo modo per far fronte a questi terribili eventi e’ fare in modo che le costruzioni e le infrastrutture siano costruite in modo idoneo e che ci sia una corretta conoscenza e classificazione sismica del territorio” ha concluso Fontana, precisando come sia altrettanto “importante che la gente sia informata correttamente e non si diffondano notizie prive di fondamento che creano panico“.